Nel post di oggi affronteremo uno degli argomenti più interessanti che vengono toccati quando si parla di Pnl, il metamodello. Che cosa è il metamodellometamodello in Programmazione neurolinguisitca? Il metamodello consiste in un sistema di filtri interni che ognuno di noi utilizza, nella maggior parte delle situazioni in maniera inconsapevole, per decidere a che cosa e in quale modo rivolgere la propria attenzione. Il nostro cervello riceve continuamente migliaia di input e informazioni. Ma la nostra mente è in grado di prestare attenzione sono ad un numero limitato di informazioni e di dati in un determinato momento. I filtri interni vengono quindi utilizzati internamente per evitare un sovraccarico di informazioni provenienti da un ambiente esterno. I filtri vengono classificati i tre categorie. Le tre modalità che analizzeremo oggi sono le cancellazioni, le generalizzazioni e le distorsioni.
Cancellazioni. Lo dice il termine stesso, è la modalità secondo la quale cancelliamo alcune informazioni che riteniamo meno importanti o che possiamo dare per scontate.
Distorsioni. Le distorsioni sono un filtro che ci porta a modificare le informazioni che provengono dai canali sensoriali. Le distorsioni provocano una lettura della realtà spesso differente o approssimativa rispetto ai fatti realmente accaduti.
Generalizzazioni. Quando generalizziamo significa che sulla base di una o di alcune esperienze precedenti, a volte anche non vissute da noi stessi in prima persona, traiamo delle conclusioni su un determinato evento. Con la Pnl possiamo imparare a riconoscere questi filtri e a fare la giuste domande quando ci accorgiamo che la conversazione è viziata da questi filtri, per poter meglio comprendere il nostro interlocutore e capire quali siano le motivazioni che lo spingono a dire, fare o pensare una determinata cosa. Le cancellazioni spesso portano a delle mancanze di informazioni, a fare termini di paragone che magari non esistono e spesso mancano di specificità. Le distorsioni spingono spesso a fare quella che in gergo viene chiamata “lettura della mente” o a creare delle cause /effetto totalmente personalizzate. Le generalizzazioni ci spingono a fare “di tutta l’erba un fascio” e non ci permettono di analizzare oggettivamente i fatti in base alle circostanze e alla persone coinvolte.
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