Microespressioni, come utilizzarle? Cosa sappiamo delle microespressioni? Fino ad ora abbiamo visto che nascono dagli studi di Paul microespressioniEkman su come il nostro volto comunica le emozioni che proviamo attraverso i movimenti mimici del volto. Abbiamo analizzato singolarmente ognuna delle sei emozioni primarie, quindi: rabbia, felicità, disgusto e disprezzo, sorpresa, paura e tristezza. Abbiamo visto quali sono le differenti zone del volto che si attivano quando ciascuno di noi prova quella determinata emozione. Ne abbiamo analizzato le mescolanze e le mimiche parziali. Abbiamo parlato del sentimento della menzogna e analizzato le origini delle sei emozioni primarie. Sappiamo quindi che il riconoscimento delle microespressioni e delle espressioni facciali ci possono aiutare a migliorare la nostra comunicazione. Coma la Pnl ci insegna, oltre il 50% della nostra comunicazione passa attraverso i messaggi che trasmettiamo con il nostro corpo e in particolare il volto. Il nostro volto ci tradirà sempre, nel senso che trasmetterà al nostro interlocutore, volenti o nolenti, ciò che realmente proviamo in una determinata situazione. Ora una domanda che può sorgere spontanea è: come possiamo utilizzare le microespressioni dopo aver imparato a riconoscerle? Sono uno strumento utile solo a chi ha quotidianamente a che fare con tante persone o anche ad ognuno di noi nella vita privata? Il saper riconoscere le microespressioni facciali può trovare un’utilità per ciascuno di noi, sia nella vita lavorativa che in quella privata. Può essere utile per migliorare la comunicazione nei rapporti professionali come: medico/paziente, avvocato/assistito, docente/allievo, venditore/acquirente. Ma anche nella vita privata come nel rapporto tra genitore e figlio, tra partners o tra amici. Un venditore che sa come riconoscere le microespressioni facciali potrà più facilmente comprendere se il suo interlocutore sarà un futuro acquirente e se è quindi realmente interessato a ciò che gli viene proposto. Se la persona dimostra, nonostante le parole di non essere molto interessata o di perdere l’attenzione sul prodotto presentato, il venditore potrà scegliere, anche attraverso le giuste domande se è il caso di cambiare strategia o proprio di lasciar perdere. Un medico potrà riuscire a comprendere meglio il proprio paziente cercando di capire quale sia il suo reale problema e se qualcosa lo sta mettendo a disagio. Un avvocato potrà capire se il suo assistito mente o se dice la verità. Nei rapporti, invece, con le persone che ci sono care, come un genitore, un figlio, un amico o il partner possiamo riuscire a capire quale sia il suo reale stato d’animo se vogliamo in qualche modo e per qualche motivo aiutarlo e migliorare la nostra relazione con quella persona.
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