Come anticipato nel post precedente Il linguaggio verbale durante un esame, sappiamo che la comunicazione è un atto che può avvenire linguaggio_non_verbaletra due o più persone su diversi livelli. Sul livello verbale e non verbale in particolare. Anche quando non usiamo le parole comunichiamo, anche quando stiamo in silenzio. E tutto ciò vale anche durante un colloquio di esame. Il linguaggio non verbale assolve diversi compiti nell’ambito della comunicazione. Serve a gestire la situazione sociale ed il proprio sé, se ci pensiamo di fronte ad un atteggiamento aggressivo possono essere messi in atto atteggiamenti che comunicano sottomissione o ribellione (nel primo caso lo sguardo basso o una posizione di chiusura, nel secondo caso una posizione eretta, o la testa alta in segno quasi di sfida). Il linguaggio non verbale durante un esame serve da supporto alla comunicazione verbale, ad esempio con un gesto o con uno sguardo possiamo lasciar intendere di voler cedere la parola a qualcuno. Può sostituire la comunicazione verbale. Un silenzio per esempio può significare che non si è in grado di rispondere. Esiste, oltre a tutta una serie di segnali e di elementi che compongono il linguaggio non verbale, sussiste un’altra complessità che è quella della congruenza tra i due livelli di comunicazione. Se i due livelli non sono congruenti, cioè ciò che comunichiamo con le parole non corrisponde a ciò che stiamo comunicando con il nostro corpo, avrà prevalenza il messaggio non verbale. Altro elemento da tenere conto nel linguaggio non verbale durante un esame è la gestione dello spazio. Nella maggior parte dei casi ci troveremo nella condizione che la Pnl cataloga come distanza sociale. Cioè tra noi ed il professore ci sarà una barriera rappresentata dalla cattedra. Sarà quindi importante puntare la nostra attenzione sulla gestione del nostro sguardo, delle espressioni del viso e sul livello paraverbale ( ossia sulla gestione di tono, ritmo e volume della voce). Quindi non tenere lo sguardo basso, adattare il tono all’ambiente in modo tale da non costringere il docente a sporsi troppo oltre la scrivania. Le parole dovranno essere pronunciate in maniera chiara e scandita e non troppo velocemente. Ci siederemo in posizione comoda. Ne stravaccati come fossimo sul divano di casa, ne sulla punta della sedia come se stessimo per scappare via il più lontano possibile.

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