Torniamo a parlare di microespressioni facciali. Nei post precedenti abbiamo affrontato il tema su come riconoscere la menzogna sul volto analizzando le caratteristiche che possiamo notare sul viso di una persona quando mente. Oggi invece parleremo della simulazione delle emozioni. Come possiamo capire se una persona sta cercando di nascondere ciò che prova? Analizzeremo le sei emozioni primarie una ad una.

Rabbia – La rabbia è sicuramente l’emozione più facile da simulare perché nella sua espressione alcune aree possono non essere coinvolte. Ad esempio le sopracciglia aggrottate della rabbia vengono spesso utilizzate come segno di interpunzione durante un dialogo. L’unico elemento mancante nella collera simulata può essere la tensione nella palpebra inferiore che può essere difficile da individuare. Quando si finge un’altra emozione per mascherare la rabbia, invece, essa può trasparire dalla sguardo fisso e nelle sopracciglia ravvicinate, oltre che dalla tensione della palpebra inferiore.

Felicità – La felicità è tanto semplice da simulare quanto facile da riconoscere. Spesso un sorriso non basta a convincere chi ci sta di fronte che siamo felici. Un elemento distintivo dell’espressione di felicità sono le zampe di gallina che si creano a lato degli occhi quando sorridiamo (vedi anche Corso di Microespressioni facciali)

Sorpresa – La sorpresa tra le emozioni può essere la facile da simulare perchè i movimenti della bocca e della sopracciglia sono utilizzati come emblemi di varia natura. L’unico indizio rivelatore di una sorpresa simulata può essere solo l’assenza delle palpebre sollevate ma rilassate che però possono rivelare anche una sorpresa meno interessata o una lieve sorpresa come se fosse attesa.

Paura – Possiamo notare la simulazione della paura se la persona ha uno sguardo fisso e l’espressione della bocca è quella tipica di questa emozione. Per capire se la persona che abbiamo davanti sia veramente impaurita concentriamoci sulla zona delle sopracciglia e della fronte per vedere se rimane inespressiva

Tristezza – Possiamo notare una persona che simula tristezza se questa tiene lo sguardo basso e la bocca assume l’espressione tipica di questa emozione ma c’è assenza di movimento nella parte alta del volto, quindi la zona che comprende fronte e sopracciglia non è coinvolta.

Disgusto – E’ un’emozione facile da simulare anche perché siamo soliti utilizzare parti della sua mimica come emblemi (pensiamo al naso arricciato, l’angolo della bocca o il labbro superiore sollevato). Il disgusto è usato spessissimo per mascherare la rabbia

Ovviamente tutti i segnali che percepiamo vanno contestualizzati così come nell’interpretazione del linguaggio del corpo.

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