Torniamo a parlare di Microespressioni facciali. Paul Ekman, professore emerito di psicologia dell’Università della California di San Francisco, cominciò ad occuparsene nella seconda metà del 1900. Dopo oltre cinquant’anni questa branchia della comunicazione prende campo in Italia soprattutto grazie alla sere televisiva Lie to Me, che ha come protagonista Cal Lightman esperto di comunicazione non verbale. Ekman per oltre quarant’anni ha studiato le espressioni del volto umano catalogando tutte le possibili combinazioni dei movimenti dei muscoli del viso individuandone più di 10.000 ( vedi Corso di Microespressioni). Una delle scoperte più significative di Ekman è stata quella dell’universalità della espressioni facciali. Dapprima studiò le popolazioni del sud America e in Giappone e una serie di test dimostrò che le espressioni di tristezza, rabbia, felicità, disgusto, paura, sorpresa venivano riconosciute in nord America. Si rese conto che ovunque andasse le persone del posto sembravano comprendere e usare le stesse espressioni facciali dei nordamericani. Pensando che la cosa riguardasse gli abitanti di società moderne Ekman visitò delle isolate tribù che vivevano nelle giungle della Nuova Guinea. Anche lì si rese conto che le emozioni di base come gioia, tristezza, rabbia, paura, sorpresa e disgusto erano associate a espressioni facciali universali. Il linguaggio del volto aveva origini biologiche e la cultura non esercitava significativa influenza su di esso. Questa importante scoperta fu l’origine di una serie di interrogativi che portarono a successivi studi. Il risultato fu il F.A.C.S. – Facial Action Coding System , un sistema che descrive e classifica qualsiasi espressione facciale sulla base di una combinazione di 43 unità di movimenti facciali. I 43 elementi determinano più di 10.000 possibili combinazioni. Ogni combinazione di muscoli è quindi associato ad una determinata emozione. Grazie al Facial Action Coding System abbiamo la possibilità quindi di poter decifrare, leggere, comprendere le emozioni sul volto del nostro interlocutore.

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