Archive for November, 2011

Parliamo di pnl e di come gestire al meglio le conversazioni. Sarà capitato a tutti almeno una volta, ma sicuramente anche più di unapnl volta, di avere delle conversazioni complesse, dove non è stato così facile comprendere e farsi comprendere dal proprio interlocutore, e dove i toni si sono fatti piuttosto accesi. Ci sono due modi per affrontare una conversazione soprattutto se la persona con cui stiamo parlando adotta un tono e una modalità aggressiva. In questi casi possiamo scegliere se rispondere, se reagire oppure subire. Cosa è meglio fare? Sicuramente se subiamo la conversazione ne usciremo da perdenti concludendo poco e niente. E’ altrettanto vero che reagire, scaricando tutta la nostra tensione sull’altro, investendolo di parole anche poco simpatiche senza avere nessun controllo della nostra emotività ci porterà ad uscire perdenti dalla conversazione. Read the rest of this entry »

In precedenza abbiamo parlato di microespressioni facciali e il senso di colpa. Il senso di colpa è una delle emozioni che si può verificare paura-menzognaquando raccontiamo una bugia, soprattutto se mentiamo ad una persona cara o se crediamo che quella persona non meriti di subirla, o ancora se da tale bugia ne traiamo un vantaggio. Oggi analizzeremo il sentimento della paura nella menzogna. In questo caso non si tratta dell’emozione della paura analizzata nei post precedenti ma della vera e propria paura di essere scoperti quando raccontiamo una bugia. La paura di essere scoperti provoca nella persona che sta mentendo non vera paura o terrore ma piuttosto ansia e apprensione. L’intensità di questa emozione può variare e dipende da diversi fattori. Prima di tutto dipende dal carattere delle persona che mente. Chi non è un mentitore per abitudine, avrà molta più paura di essere scoperto, soffrirà di una forte ansia e tensione proprio perché sa di non essere un bugiardo di mestiere. Read the rest of this entry »

Le tecniche di memoria possono essere una risorsa per affrontare i test d’ingresso? Perché no. In precedenza abbiamo visto come le tecniche-memoria-test-ingressotecniche di memoria e apprendimento efficace possano dimostrarsi un’utile strumento, un valore aggiunto, una risorsa importante per preparare un esame, un’interrogazione, per studiare aggiornamenti o anche semplicemente utili nella nostra vita quotidiana. Da oggi le tecniche di memoria saranno una risorsa per affrontare i test d’ingresso per accedere alle facoltà a numero chiuso. Ne abbiamo visto alcune testimonianze in precedenza con gli allievi della Scuola Empedocle. La complessità del test a numero chiuso si presta proprio ad una strategia di questo tipo. Per quali motivi? Ne elenchiamo alcuni. Prima di tutto, a differenza di un esame universitario o di un’interrogazione, il test d’ingresso spaziano su materie differenti, quindi non abbiamo la possibilità di concentrarci su un solo argomento. La nostra attenzione dovrà essere concentrata su più materie. Si aggiunge poi una complessità che è quelle della cultura generale. Per quanto riguarda la cultura generale i quesiti possono vertere su ogni genere di argomento, anche su quelli che ci possono sembrare assurdi. Un’altra complessità è rappresentata dai quesiti di logica, logica verbale e comprensione del testo che richiedono un notevole allenamento sul linguaggio, e in questo oltre alle tecniche di memoria anche le strategie di pnl possono esserci estremamente utili. Un altro fattore di rilevanza è il tempo. In media ogni partecipante ha due ore per rispondere a ottanta quesiti. Due ore possono sembrare un tempo tanti infinito quanto volare via in un batter d’occhio. Le tecniche di memoria danno due grandi vantaggi quindi. In primo luogo ci permettono di memorizzare con sicurezza tutte le informazioni che riteniamo utili o che sappiamo di dover conoscere per superare con successo i test d’ingresso. In secondo luogo ci aiutano moltissimo nella velocità perché ci permettono di essere in grado di recuperare rapidamente le informazioni e di dare così una risposta immediata. Quindi la certezza di essere preparati, la sicurezza nel rispondere ai vari quesiti ci daranno di conseguenza una maggiore serenità nell’affrontare il test e una maggiore sicurezza in noi stessi così che la nostra prova sarà veramente eccellente.

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Ecco il video di chi ha superato con successo il test d’ingresso per l’anno accademico 2011/2012

Parliamo ancora di Microespressioni facciali. Oggi parleremo delle microespressioni facciali e senso di colpa. Come già sappiamo le senso-colpa-microespressionimicroespressioni facciali sono il mezzo attraverso il quale il nostro volto esprime le vere emozioni provate. Con uno studio attento della mimica facciale e dei movimenti muscolari del volto possiamo capire se la persona che abbiamo di fronte ci sta mentendo o se ci sta dicendo la verità. Il senso di colpa è un’emozione strettamente legata all’atto della menzogna. Chi mente può provare o meno senso di colpa. Il senso di colpa viene provato da chi mente per due motivi principali. Il senso di colpa può essere provocato dal semplice atto di dire una bugia o può essere provato a causa dell’oggetto della bugia stessa. Read the rest of this entry »

Osservando con attenzione il nostro interlocutore possiamo capire se ci stia o meno dicendo la verità. Possiamo capirlo dalla scelta delle parole microespressioni-faccialiutilizzate nel discorso, dal tono della voce, dalla sua postura, dai gesti del suo corpo, e dalle espressioni del suo volto. Le microespressioni facciali, ossia i micro movimenti che compaiono sul nostro volto e che sono strettamente legate alle nostre emozioni, ci permettono di capire quale emozione stia provando la persona che abbiamo di fronte. Lo studio e il riconoscimento delle microespressioni facciali è un po’ più complesso rispetto a quello del linguaggio del corpo in quanto richiede un certo allenamento proprio perché i movimenti muscolari sono molto rapidi e spesso impercettibili ad un occhio non allenato. Lo studio e il riconoscimento delle microespressioni ci permettono di migliorare la qualità della nostra comunicazione. Possiamo facilmente comprendere se la persona con cui stiamo parlando si sente a disagio, o se prova rabbia, tristezza, dolore. Se riconosciamo sul volto della persona con cui parliamo un’emozione negativa possiamo scegliere di aiutarlo e di comprenderlo meglio. Read the rest of this entry »

Come affrontare il test d’ingresso? Come si può arrivare al giorno del test d’ingresso preparati? Come vincere l’ansia da test? Esistono delle come-affrontare-test-ingressostrategie che ci permettono di essere più veloci durante la prova d’accesso alle facoltà a numero chiuso? Ogni anno per molti studenti, dopo aver affrontato la prova di maturità, arriva il momento dopo solo due mesi l’ora di affrontare la prova di ammissione alle facoltà a numero programmato. Molti arrivano al giorno del test di settembre confidando nella fortuna, molti si preparano in quei due mesi estivi (vedi Superare i test d’ingresso, le applicazioni e la Scuola Empedocle),  spesso rinunciando alle vacanze, molti altri cominciano a prepararsi con largo anticipo. Read the rest of this entry »