Nel post di oggi vedremo come è possibile memorizzare le informazioni con la tecnica del P.A.V. P.A.V. sta per paradosso azione vivido.  Consiste in un processo di associazione tra le informazioni che dobbiamo memorizzare, convertendo la staticità dell’oggetto in un’azione, dando una connotazione paradossale all’oggetto e visualizzando le immagini vivide e ricche di dettagli.   Davanti ad un’associazione di questo genere il nostro subconscio resta scosso da questa situazione visualizzata e decisamente originale, al punto che se la ricorda molto più facilmente di altre vissute nel quotidiano. Infatti come abbiamo detto in precedenza la nostra mente riesce a conservare con maggiore facilità quelle informazioni che ci colpiscono da un punto di vista emotivo (vedi anche La memoria emotiva). Il P.A.V. è una strategia che viene insegnata al corso di Memoria C.I.A.O. e che sfrutta le qualità visive, creative e associative della nostra mente dandoci così la possibilità di riuscire a memorizzare anche tutte quelle informazioni che spesso non ci entrano in testa o che non ci interessano ma che è necessario ricordare. Questa strategia rende più semplice l’associazione a quel fatto di un elemento che dobbiamo ricordare. Quindi più riusciamo a coinvolgere i nostri sensi più sarà facile per noi associargli un’informazione da non perdere, per cui se riusciamo a visualizzare una situazione che coinvolga il maggior numero dei nostri sensi sarà sempre più facile ricordare una sequenza sempre maggiore di argomenti

Ecco le regole da seguire per fare un P.A.V.:

Essere rigorosamente paradossali: le associazioni troppo logiche hanno presa minore, soprattutto nel medio lungo termine.

L’azione immaginata deve essere vivida ma non caotica. Un eccesso di azione rischierebbe di confondere, distogliendo l’attenzione dal paradosso che deve essere il nostro faro, la guida che ci accompagna deve essere movimentata, ma non esageratamente.

Utilizzare sempre oggetti inequivocabili per non confondere parole che possono ricondurci ad una stessa immagine perché facenti parte dello stesso contesto.

Nonostante possa sembrare macchinoso le prime volte, con un minimo di esperienza ci si accorgerà quante più informazioni si riescono a conservare agendo in questo modo piuttosto che in altri personali e non sempre efficienti.

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