I bugiardi sono avvertiti! Anche se quando diciamo una bugia non ci cresce il naso come Pinocchio, dobbiamo sapere che il nostro volto ci tradisce. Le espressioni del nostro volto esprimo sempre, più o meno chiaramente cosa proviamo (vedi Microespressioni. Come si imparano?). Quindi per quanto una persona sia brava a mentire e a dissimulare le sue vere emozioni, il suo viso finirà sempre per tradirla, lanciando agli interlocutori segnali inequivocabili. Come già accennato nei post precedenti, gli studi di Paul Ekman sulle espressioni e microespressioni del nostro volto trasmetto inevitabilmente ed inequivocabilmente dei messaggi al nostro interlocutore mettendo così a nudo le nostre reali emozioni (vedi anche Corso di Microespressioni). Quindi indipendentemente dalle emozioni che stiamo cercando di simulare o dissimulare, il nostro volto tende a manifestare inconsciamente le microespressioni,(le espressioni facciali di breve durata) che rivelano i nostri veri sentimenti. Ekman ha quindi insieme allo studio sull’espressione delle emozioni attraverso il volto, approfondito il tema della menzogna e di come riconoscerla sul volto del nostro interlocutore. Esistono quindi due diversi modi di mentire, il dissimulare e il falsificare. La dissimulazione è preferita alla falsificazione, in quanto non è necessario inventare nulla di nuovo che sia diverso dalla realtà, una sorta di atteggiamento omertoso. Inoltre può permettere di mantenere un atteggiamento passivo. Il senso di colpa è decisamente minore rispetto al falsificare in quanto il soggetto sente meno il peso della menzogna ma se la cava dicendo “non ricordo”. La falsificazione invece richiede uno sforzo maggiore nel coprire le prove di ciò che si nasconde, nel dover inventare una diversa versione dei fattile anche perché per mentire bene, almeno a parole bisogna ricordare le bugie raccontate. La falsificazione inoltre comporta il dover nascondere e coprire l’emozione che la verità comporta. Esistono poi altri quattro modi di mentire. Sviando i sospetti, ammettendo quindi un’emozione ma indicandone una causa false o diversa. Mentire dicendo la verità ma presentandola in maniera molto esagerata o umoristica. Dissimulando a metà, ammettendo quindi la verità solo in parte in modo da sviare l’interesse da ciò che rimane celato. E infine l’elusione, ossia suscitare un’interpretazione diversa da ciò che realmente è, quindi dire la verità in modo da lasciar intendere il contrario.

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