Che l’accesso a diverse facoltà sia regolata da un numero programmato è un dato di fatto. Costituzionalmente stabilito. A questo dobbiamo rassegnarci. Che la scuola italiana in generale sia decadente, beh se ne parla da anni ormai. Ma la riflessione che vogliamo proporre è la seguente, e riguarda in particolare i licei. Alla domanda: quale è l’obiettivo di un liceo? Le risposte possono essere due. La prima preparare gli studenti, dando loro modo di apprendere nozioni importanti e di formarli anche personalmente. La seconda potrebbe essere mantenere un alto prestigio, magari promuovendo anche chi dimostra scarsi risultati scolastici, (giusto per fare un esempio l’idea del debito formativo a fine anno di certo non ha sfornato dei geni..). Risolta la questione del debito introducendo il rimando a settembre, sicuramente vede procedere nel percorso scolastico solo chi è seriamente dedito allo studio e dimostra una reale voglia di imparare. E poi? Cioè chi arriva alla fine del liceo e decide di fare per esempio il medico, quali risorse ha, che preparazione ha per superare i test d’ingresso? Ricordiamo che i posti sono pochi e i candidati tanti.

Una scuola che permette ai propri allievi di seguire un percorso specifico, extrascolastico ovviamente, per formarli e prepararli ad affrontare i test d’ingresso alle facoltà a numero programmato agisce positivamente in due sensi. Prima di tutto aumentando il prestigio della scuola. In secondo luogo, e non certamente per importanza, da una formazione VERA ai propri alunni, che  non si limita solo ad insegnargli delle nozioni, ma a guardare, a progettare, programmare il loro futuro. E’ quello che succede alla Scuola Empedocle di Messina. Agli alunni che vogliono fare medicina viene data la possibilità di fare un percorso formativo specifico che li prepara per affrontare il test d’ingresso, preparandoli sulla cultura generale, sulla fisica, matematica, biologia e logica. E i numeri parlano: il 70%  degli studenti che hanno seguito un percorso formativo specifico supera con successo gli esami di sbarramento per le facoltà di Medicina e Odontoiatria (vedi articolo precedente Superare il test di Medicina. Un’esperienza di successo)

Lo stesso progetto formativo è stato proposto da una società di formazione genovese ai licei della città. La proposta iniziale è stata fatta a circa 30 scuole. Il risultato? Solo 2 hanno risposto. Il 6%… Una domanda sorge nuovamente spontanea. Quale è l’interesse delle scuole nei confronti dei propri alunni? Non dovrebbe forse essere quello di formarli e dar loro la possibilità di avere una porta in più aperta sul loro futuro? Quando costa questo atteggiamento superficiale e mediocre ai licei? In termini di visibilità, e anche di coscienza nel caso che ne fosse una, parecchio. E quanto costa ai nostri studenti? Potremmo dire senza stare a parafrasare troppo…la vita. Perché è a quel punto, una volta ottenuto il diploma che uno studente si affaccia alla vita, quella vera, quella dove bisogna iniziare a costruire le basi per i proprio futuro. Non sarebbe forse più gratificante per tutti trovare sistemare il terreno per mettere su le basi un po’ prima della maturità? E’ vero forse che la scuola ha a cuore l’istruzione dei propri ragazzi, dovrebbe avere un po’ più a cuore il loro futuro.

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Direttamente dal canale YouTube Cordua Formazione il video di chi ha superato con successo il test d’ingresso alle facoltà di Medicina e a quelle ad indirizzo sanitario nel 2011

3 Responses to “Preparazione ai test d’ingresso. La mediocrità dei licei.”

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