Il volto è il luogo dove si concentra la maggior parte delle informazioni sensoriali (vedi Corso di Microespressioni).  Attraverso il volto comunichiamo ogni sorta di messaggio. Il sistema di comunicazione del nostro volto si esprime attraverso quattro tipi di segnali facciali: i segnali facciali statici; i segnali facciali lenti; i segnali artificiali e i segnali facciali rapidi.

  • Segnali facciali statici sono quelli che restano uguali nel tempo. Si riferiscono ai tratti permanenti del volto, come la struttura ossea, le masse di tessuto, la carnagione ossia tutto ciò che contribuisce all’apparenza della persona.
  • Segnali facciali lenti sono costituiti dai cambiamenti del volto che avvengono con il tempo. Sono quelli che modificano in maniera permanente il volto dell’individuo come ad esempio le rughe permanenti dovute all’invecchiamento e in cambiamento nella grana della pelle, anch’essa dovuta all’aumento dell’età.
  • Segnali artificiali sono quei tratti del volto che vengono modificati non in maniera naturale ma esterna come l’utilizzo di occhiali o di cosmetici.
  • Segnali facciali rapidi rappresentano i cambi di fase nell’attività neuromuscolare e che possono portare a cambiamenti dell’apparenza del volto. I segnali rapidi possono essere individuati singolarmente o combinati insieme, i questo caso producono diciotto differenti messaggi. Le quattro classi di segnali contribuiscono al riconoscimento facciale; ma la classe dei segnali facciali rapidi è richiede un’attenzione maggiore per essere individuata rispetto alle altre. Questi movimenti dei muscoli facciali tirano la pelle, distorcendo temporaneamente la forma degli occhi, delle sopracciglia, delle labbra e la sembianza delle pieghe, le rughe e i rigonfiamenti facciali in differenti parti della pelle. Questi cambi nell’attività dei muscoli facciali sono brevi in quanto durano pochi secondi (raramente durano più di cinque secondi e meno di 250 millisecondi). Per individuare i differenti movimenti muscolari e per descrivere le azioni facciali viene utilizzato un sistema di decodifica ideato da Ekman e Friesen il  FACS (Facial Action Coding System) che distingue le differenti Unità di Azione (Action Units AU) del volto.

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