Prendendo come modello i sistemi utilizzati da molte università straniere, a partire dagli anni Ottanta anche nelle università italiane è stato gradualmente introdotto un sistema di regolamentazione delle immatricolazioni. Per molti studenti che, terminata la scuola superiore, desiderano continuare gli studi, l’iscrizione all’università è dunque subordinata al superamento di una selezione preliminare che ha lo scopo di valutare su base attitudinale e/o nozionistica la possibilità dei singoli studenti di frequentare con profitto un determinato corso di studi. Attualmente, tutti i corsi di alcune importanti università private, alcuni corsi di laurea a livello nazionale e molti dei nuovi corsi triennali introdotti dalla recente riforma sono caratterizzati dalla presenza del numero programmato. Ma qual è il significato, quali sono le motivazioni e come avviene la selezione universitaria in ingresso? Fino al 1999 la mancanza di una legge che regolamentasse in modo definitivo e omogeneo l’accesso ai corsi universitari a numero programmato ha generato una certa confusione sia negli studenti che nel mondo accademico. A fare chiarezza su questa delicata questione è intervenuta dapprima la Corte Costituzionale che, già nel 1998, ha dichiarato il numero programmato una misura legittima e non lesiva del diritto allo studio e, ancora più recentemente, una legge (la n° 264, approvata il 2 agosto 1999) che ha stabilito i corsi universitari a numero programmato in tutta Italia. Questi atti legislativi e il pronunciamento della Corte Costituzionale mettono la parola fine a una lunga serie di proteste e ricorsi al TAR da parte di molti studenti che, non avendo raggiunto una posizione utile in graduatoria durante le selezioni, si sono appellati proprio alla mancanza di una normativa specifica per essere ammessi con riserva al corso desiderato (vedi anche Superare i test d’ingresso 2011). Per ogni corso di laurea ad accesso regolato, il Ministro stabilisce annualmente il numero massimo di posti disponibili sul territorio nazionale suddivisi per sede. Va anche ricordato che l’istituzione del numero programmato in alcuni corsi universitari (Medicina, Odontoiatria e altri) risponde a precise normative della Comunità Europea a cui l’Italia non può non adeguarsi e che regolano l’accesso alle professioni a cui preparano i rispettivi corsi universitari. È importante inoltre sottolineare che, oltre alle università statali, per le quali valgono le norme sopracitate in merito al numero programmato, vi sono le università private, quali la Bocconi di Milano o la LUISS di Roma che, in base a decisioni autonome, definiscono ormai da molti anni un numero limitato di posti ai propri corsi. Come già accennato, per essere ammessi a un corso a numero programmato in quasi tutti i casi bisogna superare una prova che generalmente si svolge nella prima metà di settembre. A questo proposito, è importante innanzitutto sapere che nei mesi di luglio e agosto è necessario iscriversi a tali prove. Se si è interessati a un corso universitario a numero programmato è consigliabile dunque raccogliere, già a partire dal mese di luglio, tutte le informazioni (recandosi anche presso la segreteria universitaria) relative alle modalità e ai tempi per sostenere il test di ammissione. ( fonte www.scuolaempedocle.it).

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