Quante volte ci sarà capitato parlando con un interlocutore conosciuto o sconosciuto di chiederci se sta dicendo la verità o meno? Ci sarà capitato sicuramente ci voler conoscere il reale stato d’animo della persona che abbiamo di fronte, e ancora più spesso saremo stati curiosi di sapere cosa, la persona che abbiamo davanti, pensi di noi. Nel campo del linguaggio del corpo, inteso nel senso più ampio del termine, si aggiunge la lettura e l’interpretazione delle microespressioni facciali. Eh si perché, se anche i più bravi simulatori, possono controllare il proprio corpo cercando di non far trapelare nulla, le microespressioni sono impossibili da controllare. Come già accennato precedentemente le microespressioni facciali, consistono in tutti quei movimenti muscolari involontari del nostro volto, che lasciano trapelare le nostre vere emozioni, il nostro stato d’animo. Anche la televisione si è occupata di questa scienza con la serie televisiva «Lie to me» che racconta le imprese del dottor Lightman ispirandosi alla storia vera e agli studi del dottor Paul Ekman, psicologo, studioso del comportamento umano e grande esperto del linguaggio del corpo e delle espressioni facciali. Nella preparazione classica di manager, venditori, esperti di risorse umane, ma anche di medici e di molti altri professionisti che per lavoro si relazionano quotidianamente con altre persone, spesso non viene considerato il fattore emotivo. Per esempio durante i colloqui di lavoro è fondamentale andare oltre ai messaggi verbali, che possono essere forvianti, e comprenderne le reali capacità della singola persona. Se invece di limitarsi a utilizzare le conoscenze scientifiche e razionali, si impara a riconoscere lo stato emotivo di chi ci sta di fronte si riesce a creare rapport ed empatia che facilitano certamente la comunicazione reciproca e consente di istaurare un rapporto di maggior fiducia. Con grande vantaggio per tutti. Le microespressioni inoltre, sono lo strumento principale nell’interazione con le altre persone, ci permettono di intuire e comprendere i sentimenti dell’altro diventando partecipi. Riconoscere le microespressioni facciali significa comprendere con precisione dalla mimica delle altre persone, ciò che realmente sentono, indipendentemente da quanto affermano.

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