Quante volte parlando con un interlocutore conosciuto o sconosciuto che sia, ci si chiede se sta dicendo la verità o no? Oppure si vorrebbe capire qual è il suo stato d’animo reale, ma anche sapere l’impressione che ha di noi. Conoscendo le microespressioni facciali è possibile. Prima di tutto dobbiamo sapere che le microespressioni consistono nelle espressioni che il nostro viso assume in base ai sentimenti che proviamo. Le microespressioni hanno però una durata brevissima, intorno ai 40  500 millesimi di secondo. Insomma sono difficilmente percettibili ad occhio nudo, perché rapidissime, e mentre siamo nel pieno di una conversazione, dove la nostra attenzione è spesso concentrata sulle parole. Le microespressioni facciali sono quindi cambiamenti rapidi involontari del viso. La codifica delle microespressioni facciali è possibile attraverso il Facs (Facial Action Codyng System) un sistema di decodifica e quindi di lettura, ideato dal Professor Paul Ekman, ad oggi tra gli studiosi più esperti di microespressioni. Ekman basandosi sulle teorie introdotte da Charls Darwin sull’ universalità delle espressioni delle emozioni, compì un attento studio confrontando le reazioni del volto in base ai sentimenti provati di alcune popolazioni della Nuova Guinea. Perché in nuova Guinea? Tale scelta nasce dalla convinzione le espressioni facciali sono, per la stragrande maggioranza innate, quindi non indotte dalle regole sociali. Per confermare tale tesi, Paul Ekman scelse quindi alcune popolazioni che vivevano isolate da tutto e con pochissimi contatti col mondo esterno. Il Facs è un manuale risalente al 1976 con cui si individuano 43 unità d’azione relative ai movimenti dei muscoli facciali, che, combinate insieme, danno vita a più di 10.000 possibili espressioni. Le microespressioni e la mimica facciale sono un aspetto della comunicazione non verbale e quindi del linguaggio del corpo che comunque non è da considerarsi isolato. Le espressioni facciali, se collegate con il comportamento del resto del corpo, sono più facilmente valutabili e ci permettono di capire il vero stato d’animo o le emozioni che il nostro interlocutore sta provando. Possiamo quindi dire che nella vasta gamma di consapevolezze che possiamo acquisire grazie alla Pnl, quindi come comunicare efficacemente a livello verbale, come interpretare i livelli di comunicazione non verbale e paraverbale, siamo certi di poter aggiungere lo studio delle microespressioni facciali.

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