Continuiamo a parlare di comunicazione non verbale e linguaggio del corpo. Come anticipato nel post precedente la comunicazione non verbale e il linguaggio del corpo possono essere letti sul volto e in base ai movimenti del corpo del nostro interlocutore, in base alla postura e alla prossemica.

Il viso è la parte più complessa da leggere e interpretare. Il volto esprime inconsciamente e soprattutto in maniera incontrollabile tutte le emozioni che proviamo. Il volto è la parte del nostro corpo con cui mentiamo meglio. Se ad esempio cerchiamo di nascondere un sentimento di rabbia o di tristezza con un sorriso non sempre è facile capire se quel sorriso sia vero o meno. Ma nessuno ha comunque il controllo totale delle microespressioni. Ci sono sempre dei piccolissimi segnali che ci tradiscono! Le espressioni che possiamo fare sono così tante che è difficile riuscire a leggerle tutte e per un esperto di microespressioni può diventare molto più semplice riconoscerle. Quindi, se siamo capaci di leggere le espressioni e le microespressioni sul volto del nostro interlocutore possiamo essere in grado di capire quali siano le vere emozioni che sta provando in quel momento la persona che abbiamo di fronte.

Rispetto al volto il nostro corpo è molto più semplice da leggere. Molti gesti sono facilmente riconoscibili e comprensibili anche ad un occhio inesperto. Anche i gesti però non sono sempre facilmente controllabili, così come la nostra postura. Infatti, la postura, i movimenti come il prurito o il tamburellare con le dita, sono gesti che facciamo in maniera automatica e inconscia. Ad esempio quando camminiamo sappiamo che lo stiamo facendo, ma il modo in cui lo facciamo non è sotto il nostro controllo. Ad esempio quando camminiamo a testa bassa e a spalle curve il messaggio che arriva all’esterno quale può essere? Sicuramente non trasmettiamo sicurezza ma il contrario, ci è intorno a noi può percepire insicurezza, timidezza e tristezza. Un altro esempio è quello delle braccia incrociate. A meno che non ci troviamo con due gradi sotto zero, spesso sono indice di una chiusura mentale e fisica. Incrociare le braccia significa mettere una barriera tra noi e il nostro interlocutore. Grattarsi il naso mentre qualcuno parla può essere indice di rifiuto e così via. In ogni caso dobbiamo fare attenzione quando cerchiamo di interpretare il linguaggio del corpo, dobbiamo sempre fare riferimento al contesto in cui ci troviamo e ricordare che il linguaggio non verbale ha un forte legame con la cultura di appartenenza.

Continua…

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