Parliamo oggi di mappe mentali. Come abbiamo già visto nel post precedente “Organizzare lo studio di un esame”, programmare il proprio studio in base al tempo a disposizione e alla quantità di materiale da apprendere ci aiuta a risparmiare tempo, arrivare al giorno dell’esame preparati e riposati. Al corso di memoria viene insegnato un altro potente strumento che unitamente alla pianificazione delle materie di studio può aiutarci a rendere veramente efficace il nostro apprendimento. Le mappe mentali sono un metodo estremamente utile per riassumere, prendere appunti, sviluppare testi, idee e informazioni. Ideate da Tony Buzan all’inizio degli anni ‘6o dopo numerosi studi sulle modalità di elaborazione del pensiero da parte della mente umana e approfondimenti metodologici, sono state proposte dalla comunità scientifica anche come strumento per la generazione e la rappresentazione delle idee e del pensiero mediante associazioni. Infatti le mappe mentali, anche per la loro struttura radiale che ricorda i legami tra i nostri neuroni, permettono di creare facilmente associazioni di idee, stimolando la nostra mente e le nostre capacità cognitive e di apprendimento. Le mappe mentali possono essere applicate in differenti campi e in situazioni differenti, quindi non solo nello studio ma anche nel lavoro e nella vita quotidiana.

Le mappe mentali possono essere utilizzate ad esempio:

• nella sfera personale: la mappa viene impiegata prima per far emergere le idee dell’autore, poi per fissarle e rielaborarle;

• nel lavoro di gruppo: le informazioni e le idee di diverse persone vengono rappresentate nella medesima mappa,  facilitando il confronto, permettendo di accelerare il passaggio dalla fase di elaborazione a quella esecutiva;

• nella gestione della conoscenza distribuita: le informazioni vengono rappresentate utilizzando degli standard e degli accorgimenti rappresentativi che favoriscono una visione e una interpretazione oggettivata.

Le mappe mentali trovano applicazione in ambiti come:

• creatività: generare idee, sia autonomamente che in gruppi di lavoro mediante brainstorming;

• analisi: rappresentare, valutare e comparare varie opzioni nell’atto del problem solving e del decision taking;

• comunicazione: veicolare le informazioni in modo semplice e intuitivo, enfatizzando i collegamenti logici, facilitando la dialettica e il confronto;

• organizzazione: strutturare le attività, allocare le risorse, assegnare i tempi, raccogliere le informazioni necessarie;

• documentazione: impostare documenti e progettare strutture documentali.

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