Nel post di oggi affronteremo un particolare strumento che possiamo imparare al corso di Pnl: gli ancoraggi. Ma che cosa sono gli ancoraggi? Possiamo definirli come interruttori emozionale. Gli ancoraggi ci permettono di accedere con facilità ad uno stato emotivo noto per poter risolvere o affrontare determinate situazioni. L’ancoraggio è frutto di uno studio scientifico. Nel 1903 Ivan Pavlov sperimentò il riflesso condizionato su un cane. Pavlov fece in modo di associare al suono di un campanello il momento del pasto. Quando portava il cibo al cane, faceva suonare una campanella. Utilizzò questo meccanismo per diversi giorni. Un giorno fece suonare la campanella senza portare il cibo al cane, che comunque cominciò a salivare come se avesse lo stimolo dell’appetito dato dalla vista del cibo. Si era in pratica creato un legame tra il suono della campanella e il cibo, una neuro-associazione, uno stimolo-risposta molto forte. Anche l’essere umano funziona in questo modo. Gli ancoraggi in realtà sono un fenomeno naturale, che viviamo nella realtà di tutti i giorni. Il nostro stimolo-risposta, la nostra neuro-associazione viene provocata quando un particolare evento risveglia uno o più dei nostri sensi facendoci accedere ad una sensazione ad essi precedentemente associata. A tutti sarà capitato di sentire una canzone e ricordare un momento particolare della propria vita, oppure sentire un profumo e ricordare una persona, oppure un sapore particolare che ci riporta indietro nel tempo a quando eravamo bambini. Insomma gli ancoraggi ci possono aiutare a ritrovare oppure a creare stati emotivi particolari. La Programmazione neurolinguistica ci permette di imparare a creare degli ancoraggi che possono aiutarci ad affrontare situazioni particolari. Come si crea un ancoraggio? La prima cosa da fare è fissare un obiettivo, cioè dobbiamo chiederci di cosa abbiamo bisogno in quel particolare momento. Ad esempio vogliamo rilassarci, essere tranquilli, sereni. Poi sceglieremo un particolare gesto o una parola da ancorare a quella determinata sensazione. Poi procederemo rivivendo un momento della nostra vita in cui abbiamo provato quella particolare sensazione cercando di visualizzare nei minimi dettagli quale era il nostro aspetto, cosa stavamo dicendo in quel determinato momento, quali sensazioni stavamo provando, in quale stato emotivo ci trovavamo. Nel momento in cui quella sensazione è forte e nitida faremo il gesto che abbiamo scelto come ancora della nostra sensazione da ritrovare.

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