Le prime notizie relative alle tecniche di memoria risalgono al 470 a.C. Nel De oratore Cicerone racconta la legenda secondo la quale Simonide di Ceo, riuscì a sfuggire al crollo di una sala in cui si trovava per un banchetto insieme ad altri invitati. In seguito al crollo seppe identificare i corpi dei commensali, resi irriconoscibili dalle ferite, ricordandosi l’esatto posto che occupavano durante il banchetto. Nel De oratore Cicerone narra come Simonide riuscì ad associare nella propria mente il luoghi noti alle immagina delle cose che voleva ricordare. Cicierone paragona i luoghi a delle tavolette sulle quali imprimere sopra le immagini da memorizzare. Inoltre mantenendo l’ordine dei luoghi riusciremo a mantenere l’ordine delle immagini. Come poi gli studi moderni hanno confermato il senso più acuto è la vista, quindi l’intuizione o meglio la strategia di Simonide di Ceo si rivelò decisamente funzionale, memorizzare le informazioni attraverso l’utilizzo delle immagini (vedi Memorizzare con le immagini) è più efficace rispetto a ricordare informazioni che abbiamo solo ascoltato. Nei secoli successivi in molti, studiosi, filosofi e matematici approfondirono la tecnica raccontata da Cicerone. Personaggi come Pico della Mirandola, Giordano Bruno, Leibniz svilupparono le mnemotecniche che sono giunte a noi oggi. Con il passare del tempo, con l’arrivo della tecnologia, computer, calcolatori.. l’utilizzo delle tecniche di memoria, la loro efficacia e importanza nello studio ed esempio rimane alla portata di una cerchia piuttosto ristretta. Il corso di memoria permette di riuscire veramente a memorizzare con facilità le informazioni con l’utilizzo delle immagini. Tra le tecniche di memorizzazione più utili abbiamo: la tecnica dei loci, ossia dei luoghi,  i concetti e le informazioni che vogliamo memorizzare vengono collegati ad oggetti ben noti, come le stanze di casa nostra, la strada che percorriamo quotidianamente per andare al lavoro o a scuola o il nostro ufficio. Abbiamo poi la conversione fonetica che ci permette di convertire i numeri in fonemi, quindi in parole e successivamente in  immagini, in modo da facilitare la memorizzazione di numeri di qualsiasi entità.

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