Approfondiamo l’argomento introdotto nel post precedente sull’ emozione della tristezza. Nel post di ieri abbiamo visto quali eventi possono scatenare la tristezza e il dolore. Nel post di oggi ne analizzeremo la mimica. Le espressioni della tristezza si manifestano sul volto in modo particolare nel passaggio dal dolore acuto alla tristezza o nelle fasi di tristezza meno profonda. Tutte e tre le aree facciali presentano un aspetto caratteristico. Gli angoli interni delle sopracciglia sono sollevati e possono essere ravvicinati, la forma della pelle scoperta sotto le sopracciglia è triangolare. Anche la palpebra superiore risulta alterata per effetto del movimento delle sopracciglia. Se l’azione della sopracciglia compare da sola può indicare una lieve tristezza o il tentativo di controllare la tristezza. Durante una conversazione può essere interpretato come  segno di interpunzione. Nella tristezza spesso lo sguardo è rivolto verso in basso. Nella tristezza gli angoli della bocca sono piegati in giù oppure le labbra sono allentate come quando le bocca trema mentre cerchiamo di trattenere il pianto. Come già anticipato la tristezza può mescolarsi con tutte le altre emozioni. Può crearsi una mescolanza tra tristezza a paura. In questo caso la paura sopraggiunge alla tristezza, ad esempio quando abbiamo paura che un evento che ci ha reso tristi possa verificarsi di nuovo. Possiamo inoltre trovarci davanti ad una mescolanza di tristezza e rabbia, in questo caso il volto appare imbronciato. La tristezza può mescolarsi all’ emozione del disgusto. Infine può esistere la mescolanza tra tristezza e felicità, succede di solito quando ricordiamo qualcosa di nostalgico o quando usiamo il sorriso come maschera per nascondere la tristezza.

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