Torniamo a parlare di espressioni facciali. Nel post di oggi andremo ad analizzare l’emozione della tristezza, da dove nasce e quali sono le sue espressioni sul volto. Nella tristezza la sofferenza è in sordina, si soffre in silenzio, non c’è il pianto. Molte cose possono renderci tristi, in particolar modo le perdite. Perdite causate dalla morte, o dall’abbandono di un persona amata, la perdita di un’opportunità importante. Raramente è un sentimento breve, di solito dura qualche minuto ma può prolungarsi per ore o giorni interi. La tristezza è un sentimento passivo, rende immobili deboli, la faccia impallidisce, i muscoli diventano flaccidi. Nella tristezza si soffre, è una sofferenza data dalla perdita, dalla delusione, dalla disperazione. La sofferenza della tristezza può essere davvero enorme, ma anche nel suo grado più estremo è più sopportabile della sofferenza che si prova nella paura. La tristezza può essere considerata una variante del dolore. Il dolore è spesso causato dal male fisico, nel dolore si soffre, ma si tratta di una sofferenza non silenziosa e attiva, cerchiamo cioè di fare delle azioni per porre rimedio al dolore provato. La tristezza segue al dolore, quindi il pianto e i rumori cessano. Nel dolore è caratterizzato da un evidente elemento di protesta contro la perdita, nella tristezza invece sussiste un elemento di rassegnazione. La rabbia si accompagna spesso alla tristezza e al dolore, ma talvolta può essere utilizzata come maschera per nascondere il dolore. La tristezza può variare di intensità, da un lieve sentimento di malinconia o di malumore fino all’estrema sofferenza del lutto. Il fatto che la tristezza sia un sentimento silenzioso a differenza del dolore, non vuol dire che sia meno intensa. La tristezza può mescolarsi a tutte le altre emozioni in particolar modo alla rabbia e alla paura. La tristezza può mescolarsi col disgusto nella delusione sprezzante ma anche con l’emozione della felicità quando riportiamo alla mente un ricordo malinconico. Continueremo a parlare dell’emozione della tristezza nel prossimo post analizzandone la mimica.

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