Torniamo a parlare di memoria. Nel post precedente abbiamo parlato di come si possibile memorizzare elenchi di informazioni con le tecniche di memoria e in particolare utilizzando gli schedari mentali. Abbiamo visto che la tecnica dello schedario mentale si può applicare a qualsiasi materia, dallo studio delle date storiche, agli articoli di codice, è applicabile nello studio di materie scientifiche anatomia e per memorizzare dimostrazione matematiche. Gli schedari mentali trovano un’applicazione anche nella vita quotidiana quando ci troviamo a memorizzare ad esempio la lista della spesa o l’elenco delle cose da fare durante la giornata. Possono essere utili per aggiornamenti e per memorizzare manuali d’uso.

Ma come si crea uno schedario mentale? La linea di partenza è quella della conversione fonetica. Ad una serie di numeri dallo zero al nove, abbiamo associato determinati suoni, che nella lingua scritta corrispondono alle consonanti dell’alfabeto e alle loro combinazioni. Nell’utilizzo della conversione fonetica per creare le schede mentali è importante seguire tre regole fondamentali:

1) le vocali non corrispondono a nessuna cifra, quindi non vanno considerate;

2) le consonanti doppie vanno considerate come un unico suono;

3) bisogna valutare solo il suono che la lettera o la combinazione di lettere producono.

Una volta memorizzata la conversione fonetica, tenendo presente le tre regole da seguire, saremo in grado di trasformare i numeri in immagini (vedi anche Memorizzare con lo schedario mentale). Ma perché proprio in immagini? Perché la  nostra mente elabora molto più facilmente le immagini, e inoltre restano impresse nella nostra memoria più efficacemente. Una volta visualizzate e memorizzate tutte le schede, saremo pronti ad utilizzare lo schedario mentale per fissare nella nostra memoria le informazioni che vogliamo ricordare. Quindi se al numero 1 avremo una scheda che corrisponde ad esempio all’immagine del TE’, e l’informazione da memorizzare ad esempio è CASA, non dovremo fare altro che associare le due informazioni, quindi la scheda TE’ e la parola CASA, nell’ordine. La procedura di associazione tramite la visualizzazione, deve seguire un ordine, prima la scheda poi la parola da ricordare, in quanto le schede sono come delle ancore, dei punti fermi.

Possiamo creare un’infinità di schede, poiché i numeri sono infiniti, per semplificarci la vita ovviamente esistono alcune strategie che ci permettono di creare dei moltiplicatori di schede o degli schedari alternativi.

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