Continuiamo a parlare di microespressioni facciali. Nel post precedente abbiamo iniziato ad approfondire la ricerca fatta sulla mimica delle emozioni. Oggi continueremo a parlare di questo argomento sviluppando ulteriormente le ricerche di Ekman su come le emozioni si manifestano sul volto e su come sia possibile controllare volontariamente le espressioni del viso.

Dopo aver provato che le espressioni del viso, che si manifestano in base ad una determinata esperienza emozionale, sono universali, cioè si verificano allo stesso modo su chiunque, indipendentemente dall’etnia e dalla cultura, Ekman si chiese quale fosse l’aspetto effettivo di tali espressioni. Ekman sfrutta i risultati delle ricerche sulla mimica delle emozioni fatte in precedenza da altri anatomisti e psicologi, i quali in seguito ad alcune ricerche hanno indicato quali erano i muscoli facciali che si contraggono e l’aspetto superficiale del volto mentre viene provata un’emozione specifica. Viene così costruito un Atlante, composto da una serie di foto.

Nell’atlante vengono inseriti i risultati trovati dai vari anatomisti e psicologi. Ekman completa i pezzi del puzzle studiando quali sono i muscoli coinvolti e le variazioni conseguenti nell’aspetto del viso per ognuna delle sei emozioni primarie. Nei suoi esperimenti Ekman ha individuato le tre aree del viso capaci di compiere movimenti muscolari indipendenti. La parte alta del volto, quindi fronte e sopracciglia, la parte media composta da occhi, palpebre e radice del naso ed infine la parte inferiore del volto che comprende guance, bocca, la maggior parte del naso e il mento. Come si può facilmente immaginare ci si ritrova così davanti ad una serie di diverse combinazioni di movimenti muscolari per ognuna delle sei emozioni primarie (che ricordiamo essere: felicità, rabbia,tristezza, sorpresa, paura, disgusto). Ovviamente Ekman, prima di confermare la veridicità dell’atlante creato, ha eseguito una serie di prove e di verifiche, intersecando i risultati di tutti gli esperimenti fatti in precedenza (vedi Come riconoscere le microespressioni facciali).

Un’altra domanda posta da Ekman, e che sorge quasi spontanea anche ad ognuno di noi è come si possa controllare volontariamente l’espressione del viso. E’ possibile distinguere una mimica autentica da una mimica simulata? Se una persona non sente veramente quello che ci mostra è possibile capire i suoi veri sentimenti osservando l’espressione del viso? Insomma la faccia lascia trapelare ciò che si vuole tenere nascosto? Purtroppo a queste domande non c’è ancora una risposta scientificamente provata, anche se gli studi sulla mimica delle emozioni proseguono e i risultati sono già positivi.

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