Eccoci nuovamente a parale di microespressioni facciali. Lo studio della mimica facciale e dell’espressione delle emozioni è stata mossa da una serie di domande che, non solo Ekman ma anche molti altri si sono fatti.

La faccia rivela solo se si sta provando una sensazione piacevole o spiacevole? Oppure fornisce informazioni su quale tipo di emozione si sta provando? E quali e quante sono le specifiche emozioni?

E proprio sulla base di questi interrogativi che Ekman svolge il suo studio, uno studio scientifico basato su esperimenti, osservazioni e prove concrete. Il metodo più utile si è rivelato essere l’utilizzo di “giudici”, ai quali venivano mostrate una serie di foto. I giudici avevano il compito di interpretare e dare una definizione al tipo di emozione individuata sul volto della persona osservata (vedi anche La comunicazione delle emozioni) Ekman ha così individuato sei tipi di emozioni “primarie” che possono distinguersi sul volto della persona che osserviamo: gioia, felicità, tristezza, sorpresa, rabbia e disgusto.

A questo ci si può chiedere: quando un osservatore riconosce sul volto un’emozione piuttosto che un’altra è vero o meno? La mimica rispecchia esattamente l’emozione provata? Oppure le emozioni vengono interpretate sul volto sono semplicemente degli stereotipi, quindi tutti gli osservatori che sono d’accorso sul riconoscere quella specifica emozione sbagliano tutti? Per dare una risposta a queste domande Ekman si è impegnato nel trovare, fotografare e riprendere persone che realmente provassero una determinata esperienza emotiva e ha mostrato il materiale agli osservatori. Tutti gli studi condotti da Ekman sono stati basati su espressioni facciali spontanee, che si presentavano naturalmente quando una persona provava una determinata emozione.

Ekman inoltre si è occupato di approfondire un altro aspetto della mimica delle emozioni, se queste fossero uguali indipendentemente dalla cultura, dalla lingua parlata e dall’etnia. Seguendo le teorie di Darwin, il quale sosteneva che l’espressione delle emozioni fosse universale, Ekman face diversi esperimenti in differenti paesi. In un confronto sull’espressione delle emozioni tra un gruppo di americani e un gruppo di giapponesi, il risultato hanno portato ad interessanti conclusioni. L’espressione spontanea delle emozioni si è rivelata uguale per entrambi. Mentre quando si è trattato per entrambi i gruppi di discutere dell’emozioni provata, i giapponesi tendevano a mascherare la manifestazione di sentimenti in presenza di altri.

Continueremo prossimamente a parlare della ricerca sulla mimica delle emozioni

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2 Responses to “La mimica delle emozioni. La ricerca”

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