Esercitati nel leggere i seguenti quesiti contenenti al loro interno dei filtri linguistici, definiti la volta scorsa come

QUANTIFICATORI UNIVERSALI

saperli riconoscere è un ottimo modo per evitare di lasciarsi trarre nella distrazione che la dinamica della lettura comporta.

QUESITO 1

La voglia di diventare grandi

Il deficit di senso civico che allinga nel paese ha ormai contagiato anche le giovani generazioni.In

gioco non è tanto l’inno di Mameli o la bandiera italiana, che torna puntualmente a sventolare

con le vittorie della Ferrari, in attesa dei goal dei nostri calciatori ai prossimi Mondiali.Il

deficit assume forme più subdole, incarnandosi nella sfiducia negli altri, nel discredito delle

istituzioni, in un individualismo esasperato, nella rimozione dei miti della nostra storia.

Tutt’al più dell’Italia si apprezzano le bellezze naturali l’arte, la letteratura; ma si tratta pur sempre di

un orgoglio declinato al passato, che non si alimenta di ciò che siamo oggi e dei passi da

gigante compiuti dal paese nelle ultime generazioni.Proprio i giovani più istruiti sono i meno

orgogliosi delle conquiste dell’Italia e dei suoi assetti istituzionali ed economici.

Fin qui (…) nulla di nuovo sotto il sole.I giovani succhiano il latte dei loro “padri”, riflettono la

cultura politica dei genitori, contagiati da un clima di sfiducia e di “cinismo” che pervade gli

anni della loro formazione intensiva.(…)

La molla, dunque, è di spingere i giovani a dare il meglio di sè, offrendo adeguati incentivi e input

formativi.Si tratta di far leva sulla leadership dei giovani, sulle qualità potenziali che essi

devono trasformare in capacità, sia per sè che per gli altri.In questo meccanismo occorre però

evitare gli eccessi : da un lato un entusiasmo privo di fondamenti cognitivi; dall’altro lato un

realismo rassegnato.Il troppo entusiasmo può essere tipico di chi prende tutto come gioco,

sottovalutando i supporti formativi necessari per realizzare i propri ideali; per conto, il

troppo realismo si riscontra in quanti “volano basso” per paura di non farcela.

Un altro rischio è che i giovani si disperdano in tante attività, anche lavorative, in quei mille lavori e

lavoretti che offrono loro un pò di autonomia economica.Fare i baby sitter, i bagnini, i

camerieri, ecc. aiuta certamente a colmare il gap tra scuola e lavoro e a misurarsi con la

concretezza della vita.Si tratta però di esperienze che per molti non producono

identificazione, che rappresentano una parentesi o anche un intralcio rispetto ai propri

progetti e ideali.(Franco Garelli, La Stampa, supplemento ttL, 4/5/2002)

Dall’articolo- inchiesta di Franco Garelli sono state dedotte alcune considerazioni, UNA delle

quali appare ARBITRARIA.Quale?

a) Non è molto confortante constatare che i giovani sembrano riconoscersi nel nostro Paese,

quale oggi è, esclusivamente in occasione di competizioni sportive

b) Il patrimonio artistico italiano è motivo di un orgoglio che si riverbera anche su altri

campi, quali quello delle attività economiche, ma è un orgoglio che provano solo i giovani

più istruiti

c) La sfiducia negli altri e il cinismo dei padri generano nei giovani un individualismo

esasperato e una pericolosa carenza di senso civico

d) Un entusiasmo eccessivo nell’assumere impegni, senza valutare se si è in possesso delle

competenze e capacità necessarie, è una reazione raramente positiva e produttiva

e) La paura di non essere all’altezza di progetti stimolanti rischia di paralizzare i giovani più

realisti e di indurli ad atteggiamenti rinunciatari e rassegnati ad una piatta mediocrità

QUESITO 2

“tra le grandi figure del Barocco romano del ’600, il nome di Francesco Borromini sta in una categoria a parte. La sua architettura inaugura una nuova tendenza. Nonostante le loro innovazioni, Bernini, Cortona, Rainaldi, Longhi e gli altri architetti barocchi non intaccarono mai l’essenza della tradizione del Rinascimento. Non così il Borromini, nonostante le molte vie per cui la sua opera è collegata all’architettura antica e cinquecentesca. I suoi contemporanei ebbero la sensazione netta che egli avesse introdotto un modo nuovo e tumultuoso di affrontare vecchi problemi. Quando Bernini parlò a Parigi di Borromini,

furono tutti d’accordo, secondo il signor di Chantelou, che la sua architettura era stravagante e in stridente contrasto con la procedura normale; mentre il disegno di un edificio, si argomentava, di solito era in rapporto alle proporzioni del corpo umano, Borromini aveva rotto questa tradizione ed eretto fantastiche e “chimeriche” strutture. In altre parole, questi critici sostenevano che il Borromini aveva gettato a mare il concetto classico antropomorfico dell’architettura che dai tempi di Brunelleschi era stato implicitamente accettato”.(Rudolf Wittkower, “Arte e architettura in Italia 1600-1750″, ed. Einaudi.)

UNA sola delle seguenti affermazioni è rigorosamente DEDUCIBILE dal testo di Rudolf Wittkower sopra riportato:

a) Bernini e il signor di Chantelou ammiravano l’impostazione stravagante ed anticonformista dell’opera architettonica di Borromini

b) l’architettura di Borromini non ha punti in comune con quella di Bernini, Cortona e Rainaldi

c) l’architettura è caratterizzata, dal Rinascimento fino almeno al Borromini, dall’adesione ad una concezione geometrica, e quindi classica, del       disegno degli edifici

d) Borromini è il primo architetto che rivoluziona le proporzioni classiche dell’architettura rinascimentale

e) Borromini si distingue tra gli architetti barocchi per il coraggio dimostrato nel distaccarsi completamente dalla tradizione rinascimentale

QUESITO 3

Secondo i Registri di trapianto, di 267 pazienti con diabete di tipo 1 (conosciuto anche come diabete giovanile) che avevano ricevuto un trapianto di insule pancreatiche (che sono deputate alla produzione di insulina) prelevate da cadavere ed iniettate nel fegato attraverso la vena porta, dopo un anno dal trapianto solo l’8% può fare a meno di iniezioni di insulina.

Sulla base di questi dati, negli ultimi anni la tecnica del trapianto di insule isolate era stata pressochè abbandonata, anche perchè il trapianto dell’intero pancreas consente risultati nettamente migliori, nonostante richieda un intervento sia più indaginoso, sia più rischioso ed abbia numerose controindicazioni.

Secondo quanto recentemente pubblicato su una prestigiosa rivista americana, un’équipe canadese, aumentando il numero delle insule iniettate e utilizzando nuovi farmaci antirigetto (che consentono tra l’altro di non impiegare il cortisone, utile per evitare il rigetto ma dannoso per le cellule pancreatiche), ha ottenuto un’indipendenza dalla somministrazione di insulina dopo un anno dal trapianto in tutti i sette pazienti affetti da diabete di tipo 1 trattati con questa tecnica.

Il Candidato immagini di essere il direttore di un quotidiano che deve scegliere il titolo dell’articolo che riporterà questa notizia.

UNO SOLO di quelli elencati CORRISPONDE rigorosamente al contenuto del testo.

a) Il trapianto di insule pancreatiche sconfigge definitivamente il diabete. Rivoluzionario annuncio di una équipe             canadese

b) Straordinario annuncio dagli USA: con una semplice iniezione di insule tutti i diabetici potranno guarire

c) Straordinari risultati di una nuova metodica di trapianto di insule in pazienti con diabete giovanile. Il successo è             stato ottenuto da un gruppo di ricercatori canadesi

d) Trapianto di insule pancreatiche: una ricerca canadese dimostra che è tecnicamente possibile

e) Una grande notizia per tutti i diabetici: è finita la schiavitù dall’insulina

QUESITO 4

La morte verrà dal computer. Sarà lui a decidere se il paziente deve morire. Non è

fantascienza, ma la controversa idea del Primario del reparto di Terapia Intensiva – nel

quale si praticano cure molto complesse, tecnologicamente avanzate, ma molto costose e

nel quale la mortalità è ancora molto elevata – di un ospedale londinese. Il medico in

questione – secondo l’inviato a Londra della Stampa (25/8/94) – avrebbe deciso che in

futuro la diagnosi definitiva, con una valutazione delle probabilità di sopravvivenza del

paziente, dovrebbe essere elettronica: chiunque poi risultasse avere meno di tre mesi di

vita davanti a sè, dovrebbe essere subito abbandonato al suo destino. Per ottenere una

valutazione di questo genere basta fornire alla macchina una lunga lista di dati sui

precedenti del paziente e sulle sue attuali condizioni, più una serie di parametri fissi

(dai dati fisici all’età ) e in pochi attimi il computer valuterà le possibilità statistiche

della sua salvezza. Dalle prove eseguite risulterebbe che il computer azzecca le

valutazioni nel 95/96% dei casi. Il programma per il computer esiste già ed è stato

messo a punto negli Stati Uniti, ma per aiutare i medici nel loro lavoro, fornendo un

supporto statistico al trattamento che essi intraprendono, e per non condannare i casi

più gravi. È un coro di proteste – prosegue l’articolo – quello che si è levato dai medici

dello stesso ospedale dove è stata fatta la proposta, della British Medical Association e

soprattutto dai pazienti che un giorno potrebbero finire in terapia intensiva. Secondo il

quotidiano, gli argomenti addotti a sua difesa dall’autore di questa controversa

proposta sono innanzitutto di ordine finanziario: le economie che gli sono state imposte

lo costringerebbero a scegliere tra la riduzione del numero di pazienti e la limitazione

della lunghezza delle cure. Alla domanda “e quel rimanente 4 o 5 % dei casi con

previsione sbagliata, quei condannati che potrebbero invece salvarsi?”, la risposta

sarebbe stata: “è uno scarto minimo, decisamente inferiore al possibile errore dei

medici.” Al direttore finanziario dell’ospedale, che tagliando corto, aveva affermato “le

economie si possono fare in un altro modo”, il primario avrebbe ribattuto: “Fino a

quanto denaro pubblico allora posso spendere, sapendo che il paziente è destinato a

morire?”

Ipotizzando che la discussa proposta sopra riportata debba essere considerata NON come

operativa, ma soltanto come una provocazione polemica, identificare tra quelle

sottoelencate l’UNICA motivazione INAPPROPRIATA ed INCONGRUENTE con

questa interpretazione della proposta stessa:

a) cercare di ottenere un finanziamento maggiore, dimostrando a quali conseguenze possa

portare una situazione economica troppo precaria

b) dimostrare le conseguenze alle quali può portare, in campo sanitario, l’applicazione rigida

di un criterio puramente economico

c) denunciare i misfatti che inevitabilmente conseguono all’impiego dell’informatica in

campo sanitario

d) coinvolgere l’opinione pubblica, spesso restia ad accettare oneri consistenti per la sanità,

mostrando cosa può comportare l’economia mal intesa in questo campo

e) dimostrare come il progresso tecnologico significhi spesso una rapida espansione della

spesa sanitaria, senza che ne conseguano risultati immediatamente consistenti

QUESITO 5

UNO SOLO dei titoli qui proposti è veramente coerente con il contenuto dell’articolo di

V.Branca, quale?

a) Dall’ascetismo medievale all’esaltazione delle virtù umane

b) La forza della parola sconfigge per sempre quella delle armi

c) Una nuova concezione del valore dell’arte

d) L’umanesimo : un fenomeno tutto italiano

e) Un’avanguardia culturale : Petrarca e Boccaccio

QUESITO 6

“Il contrasto tra Rousseau e Nietzsche può essere illustrato proprio dal diverso atteggiamento

che l’uno e l’altro esprimono rispetto alla naturalità e artificialità dell’uguaglianza e della

diseguaglianza. Nel discorso sull’origine della diseguaglianza, Rousseau parte dalla

considerazione che gli uomini sono nati uguali, ma che la società civile, vale a dire la società

che si sovrappone lentamente allo stato di natura attraverso lo sviluppo delle arti, li abbia resi

diseguali. Nietzsche, al contrario, parte dal presupposto che gli uomini siano per natura

diseguali (ed è un bene che lo siano, perchè, fra l’altro una società fondata sulla schiavitù

come quella greca era, proprio in ragione dell’esistenza degli schiavi, una società evoluta) e

soltanto la società, con la sua morale del gregge, con la sua religione della compassione e

della rassegnazione, li ha resi tutti eguali. Quella stessa corruzione, che per Rousseau ha

generato la diseguaglianza, ha generato, per Nietzsche, l’uguaglianza. Là dove Rousseau vede

diseguaglianze artificiali, e quindi da condannare e da abolire perchè in contrasto con la

fondamentale eguaglianza della natura, Nietzsche vede un’eguaglianza artificiale,v e quindi

da esecrare in quanto riduttiva della benefica diseguaglianza che la natura ha voluto regnasse

tra gli uomini. L’antitesi non potrebbe essere più radicale: in nome dell’eguaglianza naturale,

l’inegualitario condanna l’uguaglianza sociale. [...] L’idea qui formulata, secondo cui la

distinzione tra sinistra e destra corrisponde alla differenza tra egualitarismo e inegualitarismo

[...] si pone ad un tale livello di astrazione che può servire tutt’al più a distinguere due tipi

ideali. [...] Ripeto ancora una volta che non sto dicendo che una maggiore eguaglianza è un

bene e una maggiore diseguaglianza un male. Come ho detto sin dall’inizio, sospendo ogni

giudizio di valore [...]. Del resto, se l’eguaglianza può essere interpretata negativamente come

riconoscimento della irriducibile singolarità di ogni individuo. Non c’è ideale che non sia

acceso da grande passione. La ragione o meglio il ragionamento che adduce argomenti pro e

contro per giustificare le scelte di ciascuno di fronte agli altri, e prima di tutto di fronte a se

stessi, viene dopo. Per questo i grandi ideali resistono al tempo e al mutar delle circostanze e

sono, l’uno all’altro, irriducibili. La spinta verso una sempre maggiore eguaglianza tra gli

uomini è, come aveva osservato nel secolo scorso Tocqueville, irresistibile. [...] Mai come

nella nostra epoca sono state messe in discussione le tre fonti principali di diseguaglianza, la

classe, la razza, il sesso. La graduale parificazione delle donne agli uomini, vprima nella

piccola società famigliare, poi nella più grande società civile e politica, è uno dei segni più

certi dell’inarrestabile cammino del genere umano verso l’eguaglianza”. (Norberto Bobbio,

“Destra e Sinistra”, 1994.)

Tra le seguenti affermazioni UNA è IN CONTRASTO con l’analisi condotta da Bobbio:

a) un ipotetico stato di natura assume il significato di modello per una società migliore sia in

Rousseau che in Nietzsche

b) la diseguaglianza, e non l’educazione alla compassione, è per Nietzsche il solo frutto

positivo del progresso civile

c) l’allontanamento dallo stato di natura ha, vsecondo Rousseau, corrotto l’umanità

d) l’eguaglianza di cui parla Rousseau secondo Nietzsche non ha affatto caratterizzato lo

stato di natura

e) la civiltà, in quanto allontanamento dallo stato di natura, ha secondo Nietzsche corrotto

l’umanità

QUESITO 7

La legge 29 dicembre 1993, n. 578, “norme per l’accertamento e la certificazione di

morte”, all’articolo 1 (“definizione di morte”) stabilisce che: “La morte si identifica con

la cessazione di tutte le funzioni dell’encefalo” ed all’articolo 2 (“accertamento di

morte”): “La morte per arresto cardiaco si intende avvenuta quando la respirazione e

la circolazione sono cessate per un intervallo di tempo tale da comportare la perdita

irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo”. IL decreto 22 agosto 1994, n. 582

“Regolamento recante le modalità per l’accertamento e la certificazione di morte”

all’articolo 4 specifica che i soggetti con cessazione irreversibile di tutte le funzioni

celebrali devono essere sottoposti, ai fini dell’accertamento “giuridico” della morte che

potrà consentire un prelievo di organi per la donazione, ad un’osservazione che negli

adulti non è inferiore a sei ore. In base a quanto sopra riportato si può affermare che

(UNA sola considerazione NON E’ DEDUCIBILE dal testo)

a) Il cervello rappresenta la localizzazione anatomica dell’essere persona vivente

b) Gli organi extracranici sono accessori al servizio del cervello

c) La morte interviene nel periodo di osservazione

d) L’arresto irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo costituisce una valida previsione

per l’accertamento giuridico di morte dell’organismo

e) Al momento dell’inizio del periodo di osservazione la morte è già avvenuta, ma

l’osservazione prolungata costituisce un’ulteriore garanzia per il soggetto deceduto

QUESITO 8

“Possiamo dire che due vocazioni opposte si contendono il campo della letteratura attraverso i secoli: l’una tende a fare del linguaggio un elemento senza peso, che aleggia sopra le cose come una nube, o meglio un pulviscolo sottile, o meglio ancora come un campo d’impulsi magnetici; l’altra tende a comunicare al linguaggio il peso, lo spessore, la concretezza delle cose, dei corpi, delle sensazioni.

Alle origini della letteratura italiana – e europea – queste due vie sono aperte da Cavalcanti e da Dante. L’opposizione vale naturalmente nelle sue linee generali, ma richiederebbe innumerevoli specificazioni, data l’enorme ricchezza di risorse di Dante e la sua straordinaria versatilita’ (…). Nella Vita Nova, Dante tratta la stessa materia del suo maestro e amico, e vi sono parole, motivi, concetti che si trovano in entrambi i poeti: quando Dante vuole esprimere leggerezza, anche nella Divina Commedia, nessuno sa farlo meglio di lui; ma la sua genialita’ si manifesta nel senso opposto, nell’estrarre dalla lingua tutte le possibilita’ sonore ed emozionali e d’evocazione di sensazioni, nel catturare nel verso il mondo in tutta la varieta’ dei suoi livelli e delle sue forme e dei suoi attributi, nel trasmettere il senso che il mondo e’ organizzato in un sistema, in un ordine, in una gerarchia dove tutto trova il suo posto. Forzando un po’ la contrapposizione potrei dire che Dante da’ solidita’ corporea anche alla piu’ astratta speculazione intellettuale, mentre Cavalcanti dissolve la concretezza dell’esperienza tangibile in versi (…).

L’essermi soffermato su Cavalcanti m’e’ servito a chiarire meglio (almeno a me stesso) cosa intendo per “leggerezza”. La leggerezza per me si associa con la precisione e la determinazione, con la vaghezza e l’abbandono al caso (…). La gravita’ senza peso di cui ho parlato a proposito di Cavalcanti riaffiora nell’epoca di Cervantes e di Shakespeare: e’ quella speciale connessione tra melanconia e umorismo, che e’ stata studiata in Saturn and Melancholy….Come la melanconia e’ la tristezza diventa leggera, cosi’ lo humour e’ il comico che ha perso la pesantezza corporea, quella dimensione di carnalita’ umana che pur fa grandi Boccaccio e Rabelais (….).

Melanconia e humour mescolati e inseparabili caratterizzano l’accento del Principe di Danimarca che abbiamo imparato a riconoscere in tutti o quasi i drammi shakespeariani sulle labbra dei tanti avatars (cioe’ incarnazioni) del personaggio Amleto. (…) Non e’ una melanconia compatta e opaca, ma un velo di particelle minutissime d’umori e sensazioni, un pulviscolo d’atomi come tutto cio’ che costituisce l’ultima sostanza della molteplicita’ delle cose. Confesso che la tentazione di costruirmi uno Shekespeare seguace dell’atomismo lucreziano e’ per me molto forte, ma so che sarebbe arbitrario. Il primo scrittore del mondo moderno che fa esplicita professione d’una concezione atomistica dell’universo nella sua trasfigurazione fantastica, lo troviamo solo alcuni anni dopo, in Francia: Cyrano de Bergerac”.

(da Italo Calvino, Lezioni Americane. Lezione I: Leggerezza)

Quale fra le seguenti affermazioni è rigorosamente deducibile dal testo?

A) Don Chisciotte, l’eroe di Cervantes, e’ sempre malinconico e insieme comico.

(B) Tristezza e umorismo sono le sole che caratterizzano il linguaggio di Amleto

(C) Sarebbe una forzatura illecita, leggere Shakespeare come un seguace dell’atomismo classico.

(D) Amleto, principe maliniconico ma dotato di humour, e’ sempre inconfondibile nel teatro shakespeariano.

(E) Sulla via aperta da Dante ci sono solo Cervantes e Shakespeare.

QUESITO 9

“Nelle professioni che richiedono praticità di decisioni, da quella dell’ingegnere a quella

del medico, avrà valore una qualità di questo genere, mentre una spiccata attitudine

alla sintesi, all’inquadramento teorico dei problemi gioverà all’avvocato (almeno per

certe specialità ) a date categorie di insegnanti e di studiosi di laboratorio”.

Individua l’unica affermazione che riassume brevemente il senso del testo.

a) In qualunque mestiere il senso pratico è un eccellente aiuto

b) Il senso pratico è la sola caratteristica precipua dei medici e degli ingegneri

c) Il senso pratico è la più importante caratteristica dei medici e degli ingegneri

d) E’ importante rilevare quali attitudini possano essere più o meno di giovamento

all’occupazione che si vuole intraprendere

e) Il senso pratico e una spiccata attitudine alla sintesi giovano a tutte le occupazioni

QUESITO 10

La legge 29 dicembre 1993, n. 578, “norme per l’accertamento e la certificazione di

morte”, all’articolo 1 (“definizione di morte”) stabilisce che: “La morte si identifica con

la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo”, ed all’articolo 2

(“accertamento di morte”): “La morte per arresto cardiaco si intende avvenuta quando

la respirazione e la circolazione sono cessate per un intervallo di tempo tale da

comportare la perdita irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo” Se ne deduce che

(UNA sola considerazione E’ ERRATA):

a) l’arresto del cuore non è sinonimo di morte

b) la presenza di battiti cardiaci non esclude la morte

c) un individuo senza attività respiratoria può essere vivo

d) il coma profondo è sinonimo di cessazione di tutte le funzioni dell’encefalo

e) un individuo con attività cardiaca e respiratoria conservata, ma con

cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo, è sempre da

considerarsi morto

2 Responses to “ESERCITAZIONE 2. IL RUOLO DEI QUANTIFICATORI UNIVERSALI NEI QUESITI”

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