Archive for January, 2011

1. Perché l’assassinio premeditato di 6 milioni di innocenti, dichiarati dall’ideologia e dallo Stato Nazista antiuomini, è l’evento capitale della storia? Perché in nessun altro – finora – si è manifestato in modo altrettanto radicale la sua disumanità.(…). L’unicità dell’Olocausto (termine improprio per il suo significato religioso, ma ormai entrato nell’uso), non è un nuovo mito, ma un fatto accertabile con la riflessione razionale, con gli strumenti e le verifiche dell’indagine storica. Garantire a priori alla Shoah, il genocidio degli ebrei d’Europa, uno status sovrastorico e quindi irrazionale, sarebbe l’attacco più subdolo e devastante della sua realtà. L’atroce realtà, non il mito, inevitabilmente consolatorio, del genocidio deve guidare la nostra visione dell’uomo e della storia. E non esiste realtà storica al di là della sua ricostruzione paziente, obiettiva, particolareggiata, per dolorosa che possa essere. Lo scrittore Elie Wiesel, premio Nobel per la letteratura, ha detto che Shoah sarà sempre “una sfida alla comprensione”. E’ vero: la massima sfida. Ma questa sfida va accettata perché da essa dipende il futuro della specie umana (…).Lo studio obiettivo della Shoah e il tentativo di comprenderla con il suo carico incommensurabile di sofferenza, sono oggi l’unica via, con tutte le inevitabili imperfezioni, per rendere giustizia alle vittime e manifestare una concreta solidarietà. Questo studio sta facendo in tutto il mondo enormi progressi. I risultati delle ricerche, che sempre più spesso mettono da parte le polemiche sulle interpretazioni generali per approfondire fatti specifici ed indagare aspetti nuovi, non solo non indeboliscono, ma rafforzano con elementi inoppugnabili la consapevolezza della sua unicità, e al tempo stesso ne rendono concreta la comprensione. Tali risultati sono riassunti in modo esemplare da Michael Marrus, professore dell’università di Toronto, in un libro “l’Olocausto nella storia” che è una lettura sconvolgente proprio perché non è una denuncia, ma un esame spassionato dei fatti, e del dibattito storico che ha cercato di interpretarli (…).Lo stesso spirito anima “The Final Solution”, 17 saggi dei maggiori storici mondiali da poco pubblicati a New York, che affrontano analiticamente lo studio, oltre che i fatti, delle ideologie e della pianificazione del progetto di “soluzione finale”(…). Queste ricerche confutano ogni pregiudizio collettivo indiscriminato : sui tedeschi, le vittime, i complici, i governi alleati. Ogni problema è indagato in concreto, caso per caso. Respingendo con scrupolo esagerazioni e deformazioni, il lavoro dello storico rafforza, non attenua, l’indignazione, l’orrore, la solidarietà sia pure postuma, con le vittime.

(“La Storia vista dalla Shoah”, di A.Casalegno, il Sole 24 Ore, 21/8/94)

UNA sola delle seguenti affermazioni NON CONTRASTA con la tesi dell’articolo :

A. la disumanità della storia della Shoah ne rende impossibile una piena comprensione

B. l’Olocausto, come il Diluvio Universale, è un evento sovrastorico, mitico, che si sottrae ad ogni indagine razionale

C. la freddezza e il distacco dell’indagine storica attenuano l’orrore e fanno tacere l’indignazione

D. le ricerche sigli eventi storici della Shoah prescindono dalle interpretazioni generali e rifuggono da ogni giudizio lettivo indiscriminato

E. considerare l’Olocausto come evento storico da indagare nei suoi vari aspetti comporta la negoziazione della sua unicità.

*Fac-simile di quiz ministeriale tratto da: “Tutti i 1770 quiz ministeriali – Vol.2” ed. 2004 a cura di M. Celasco

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LETTURA VELOCE

2. Pur esercitando la professione di dentista a Boston, Morton non aveva mai completato gli studi intrapresi nel 1840 presso Baltimore College of Dental Surgery. [....] Nel 1844 Morton era molto impegnato a cercare il modo di alleviare il dolore durante le estrazioni dentarie. Aveva messo a punto un nuovo tipo di placca palatale per tenere a posto i denti fi nti, una placca che aderiva saldamente alle gengive. [....] Perché riuscisse abbastanza aderente, si dovevano estrarre dalla mascella le vecchie radici e gli spezzoni dei denti naturali. La procedura era talmente dolorosa che Morton perdeva i pazienti. [....] Il dott Morton aveva una chiara motivazione pecuniaria, con effetti quasi immediati, per alleviare o annullare il dolore durante i suoi interventi. Il chimico Jackson aveva detto a Morton due cose importanti sull’etere: aveva descritto l’effetto prodotto sugli studenti in festa e aveva formulato l’ipotesi che l’applicazione del liquido direttamente sulle gengive del paziente avrebbe anestetizzato la zona intorno al dente da estrarre [....] seguono tentativi di inalazione. La sera del 30 settembre 1846 l’estrazione dentaria fu eseguita su un paziente di Morton, Eben Frost, addormentato e insensibile al dolore. [....] Ma per quanto ansioso di annunciare al mondo di aver scoperto un sistema per annullare il dolore nelle operazioni chirurgiche, il pragmatico Morton prese prima la precauzione di consultare il direttore dell’ufficio brevetti.

(Sherwin B. Nuland, Storia della medicina, Oscar Mondadori 2004).

Individuate LA SOLA delle seguenti considerazioni che NON E’ CONFORME a quanto B. Nuland racconta nel passo riportato:

A. in Morton l’ansia di divulgare senza indugio la propria scoperta ebbe la meglio su ogni prudenza e ogni preoccupazione

B. Morton ritenne che i denti finti non stessero a posto se fossero rimasti in sede i resti di quelli caduti

C. Morton comprese che il dolore dell’estrazione delle radici residue era per molti intollerabile

D. Morton teneva molto ad alleviare la sofferenza dei suoi pazienti, perché se ci fosse riuscito ne avrebbe tratto lauti guadagni

E. Morton era un abile e ingegnoso dentista, senza titolo accademico

3. Se un giovane ha allenato i propri muscoli con la ginnastica e con le passeggiate, egli sarà adatto più tardi a ogni lavoro fi sico. Ciò è anche vero per l’allenamento della mente… Per questo motivo non sono affatto ansioso di prendere posizione nella lotta fra i seguaci dell’educazione classica, filologica e storica, e quelli della educazione più attenta alle scienze naturali. D’altra parte intendo respingere l’idea che la scuola debba insegnare direttamente quelle conoscenze specializzate e quelle cognizioni che si dovranno usare poi direttamente nella vita. Le esigenze della vita sono troppo molteplici perché appaia possibile un tale insegnamento specializzato… Lo sviluppo dell’attitudine generale a pensare e a giudicare indipendentemente dovrebbe sempre essere al primo posto, e non l’acquisizione di conoscenze specializzate. Se una persona ha imparato a pensare e a lavorare indipendentemente, troverà sicuramente la propria strada, e inoltre sarà in grado di adattarsi al progresso e ai mutamenti più di una persona la cui istruzione consiste principalmente nell’acquisizione di una conoscenza particolareggiata.

( A. Einstein, “Pensieri degli anni difficili”.)

Secondo Einstein l’educazione e gli studi dovrebbero avere un’impostazione:

A. umanistica

B. indipendente

C. scientifi ca

D. critica

E. apolitica

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LETTURA VELOCE

4. “Una mancanza di informazioni, tra negazioni e mistificazioni, distorce il passato [...] E’ necessario che l’indagine storica non conosca zone di divieto, non arretri di fronte a verità ritenute scomode, non abdichi al suo dovere di conoscenza. [...] è vero, i fatti sopravvivono al silenzio degli studiosi e alle rimozioni dell’immaginario, e spesso si ripresentano all’improvviso, riscoperti da un documento d’archivio, da un ritrovamento casuale, da una testimonianza tardiva o interessata, e finiscono in questo modo per caricarsi di significati impropri. Le realtà taciute chiedono ragione insieme di ciò che è accaduto e del perché si è scelto di ignorarlo o marginalizzarlo [...]. I fatti (tutti i fatti, anche i più controversi, i più imbarazzanti) hanno invece una loro logica, un loro perché: compito della ricerca storica è ricostruirli senza pregiudizi, coglierne le dinamiche, restituire l’atmosfera nella quale sono maturati. Solo così la conoscenza del passato si trasforma in coscienza del presente”.

(Gianni Oliva, La resa dei conti, Mondadori.)

Tra le considerazioni sotto riportate, una NON E’AUTORIZZATA dal testo proposto di Gianni Oliva. Individuatela:

A. pregiudiziale essenziale del lavoro dello storico è una assoluta neutralità e una ferma e intransigente coscienza morale

B. le realtà taciute sono pericolose perché, riemergendo astratte dal loro contesto, finiscono per assumere significati impropri

C. i fatti non cessano di esistere perché vengono ignorati

D. individuare le dinamiche degli avvenimenti [...] è il compito della ricerca storiografica

E. non capisce il passato chi lo affronta neutralizzandone gli aspetti scomodi

5. Non è chiaro se l’effetto serra esista veramente e riscaldi la Terra ma di certo la polemica sull’argomento è rovente, come dimostra lo scontro in corso negli Usa sul film “ L’alba del giorno dopo”, che – mentre scrivo – deve ancora uscire. Non esistono dubbi sul fatto che le attività antropiche causano l’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera, dubbi e polemiche sorgono tuttavia quando si intende valutare sulla base di misure e di modelli teorici l’impatto che questa emissione ha sul clima.[...] In tempi ormai remoti la Terra ha subito variazioni climatiche brutali e ben documentate, basti pensare all’era glaciale, variazioni certo non legate all’attività dell’uomo. Lungo l’arco dei secoli la radiazione solare potrebbe subire o avere subito variazioni tali da alterare il clima terrestre ben al di fuori delle competenze del protocollo di Kyoto. Siamo condannati alla navigazione a vista e rimango scettico sia davanti al catastrofismo demagogico e scontato dei profeti di sventura sia verso il futuro dei trionfalisti. […]

(Tullio Regge, Effetto Serra. Un imprevisto ci salverà, La stampa, 29/4/2004.

UNA SOLA delle seguenti affermazioni E’ AUTORIZZATA dall’articolo citato di Tullio Regge:

A. la valutazione dell’impatto sul clima dell’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera è dubbia e controversa

B. è cosa ben chiara per uno scienziato che il protocollo Kyoto è un espediente demagogico scientifi camente irrilevante

C. la convinzione che le attività antropiche causino emissione di anidride carbonica nell’atmosfera non ha alcun fondamento scientifico

D. le radiazioni solari non infl uenzano le variazioni climatiche

E. mai comunque sulla Terra si sono verifi cate variazioni climatiche evidenti e importanti come nel nostro tempo

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LETTURA VELOCE

6. “Dal fatto che le opinioni si rivelano tutte ugualmente confutabili o sostenibili Socrate non trae, come Protagora, la convinzione che la dialettica abbia il compito di persuadere o dissuadere in merito all’uno a all’altra, indipendentemente dal vero, cioè egli non ne evince la tesi che tutte le opinioni sono vere, bensì, al contrario, che esse, in quanto possono essere tanto vere quanto false, non hanno quel carattere di sapere stabilire proprio dell’universale, cioè della scienza. Il compito della dialettica diventa un compito critico : essa non deve mettersi al servizio di questa o di quella opinione, per sostenerla o per demolirla, ma deve invece mettere alla prova tutte le opinioni cercando di confutarle nella loro pretesa di valere come vero sapere, pur non essendolo”.

(Franco Volpi,”Schopenhauer e la dialettica”.)

UNA sola delle seguenti affermazioni è RIGOROSAMENTE DEDOTTA dal testo di F.Volpi :

A. Socrate afferma, in polemica con Protagora, che l’uomo può e deve cercare la verità

B. la dialettica secondo Socrate ha il compito di definire i limiti della validità delle opinioni

C. Protagora ritiene che esiste una verità “universale” da difendere nelle discussioni

D. la dialettica, cioè l’arte del persuadere, secondo Socrate è utile solo a chi voglia sostenere o demolire un’opinione

E. Socrate afferma che l’uomo può distinguere con sicurezza il vero dal falso

7. “ [....]Il tradimento alto o basso, abietto o nobile, è sempre stato fonte di ispirazione per la letteratura in virtù del suo duplice, ambiguo aspetto [....].Ci sono episodi di tradimento totalmente vile, senza una motivazione ideale (vera o portentuosa) come quelli di Giuda, di Gano di Maganza, e quasi sempre dietro c’è il denaro. Tutti gli altri, innumerevoli, si prestano a variazioni senza fi ne, con tempi contigui e terribilissimi, come l’orrore, l’amicizia, la parola data, la fi ducia, la patria, la religione, il partito. [....] Shakespeare salva Bruto, mentre condanna gli altri (cosa che non avrebbe fatto Dante)… Gli storici dovrebbero essere i più obiettivi degli scrittori. Ma come si fa a rispondere se Wallentestein sia stato veramente un traditore o chi o cosa abbia veramente tradito? [....] Il fatto è che l’arco di oscillazione del giudizio è molto ampio: il pendolo si muove tra due estremi, il primo costituito dal precetto di Machiavelli, illustrato nel Principe nel capitolo XVIII, il più discusso e criticato dall’opera : la necessità per il Principe di non osservare la parola data “quando tale osservanza li torni contro e che sono spente le cagioni che la fecion promettere”. Mentre all’altro estremo ci sono le regole delle società mafiose, in cui si entra con il sangue e si esce con il sangue, come dicono gli stessi mafiosi. E dove il tradimento è peggiore dei delitti e i traditori vengono considerati degli “infami”, senza nessuna giustifi cazione. Tra questi due poli la casistica può essere infinita”.

Tra i seguenti giudizi UNO solo E’ RIGOROSAMENTE FONDATO sul testo proposto, comparso su un quotidiano del mese di agosto ‘93.

A. Gli storici sono veramente obiettivi quando non pronunciano giudizi morali, ma si attengono ai fatti

B. L’esempio di Wallenstein dimostra che il traditore è sempre un vile

C. Il Principe per Machiavelli non è mai tenuto ad osservare la parola data

D. Dietro i tradimenti più vili c’è sempre il denaro

E. Gli scrittori sono stati spesso affascinati dalla natura moralmente ambigua dei traditori

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LETTURA VELOCE

8. MAL DI TEST

Il suo colore preferito?”, chiede una delle domande del test. (…) I questionari, d’ogni genere, si moltiplicano e arrivano da ogni parte. (…) Non è il caso di deplorare il fenomeno con la patetica predica sulla parcellizzazione della vita e dell’individuo nella società contemporanea; rispondere a test era un gioco non disdegnato da scrittori come Proust e Thomas Mann, che è difficile accusare di superficialità. (…) Anche se le domande sono numerose, si pensa di sbrigarle rapidamente, sia perché le risposte devono essere telegrafi che sia perché si è persuasi di avere idee, opinioni, gusti, convinzioni, amori, odi, pensieri. (…) Ma invece, sin dai primi passi, si annaspa. Come si fa a indicare il poeta preferito?

Leopardi o Boudelaire? Già in questa alternativa c’è una violenza invadente, o forse questa è una nobile scusa per la propria irresolutezza. Anche considerando – ma è un modo per trarsi un pò d’impaccio – fuori categoria Dante o Shakespeare, come autori per i quali la definizione di poeta è troppo restrittiva, altri si affollano subito, legittimi e imperiosi; lasciar fuori Petrarca è un disagio troppo grande. (…) E gli scrittori? Due – indiscutibili – sono due non scrittori, due entità sovrapersonali e plurime, lo Spirito Santo e Omero, se è vero che hanno scritto la Bibbia e l’Illiade e l’Odissea. Ma gli altri? E subito una gran confusione, come in certi pasticci sentimentali in cui si finisce per non sapere chi si ama di più e non si sa che pesci pigliare.(…) Sino a questo punto si tratta, tutt’al più, di una patologica indecisione critica o di una incoercibile ma felice vocazione poligamica; forse è bene non sapere scegliere fra chi si ama, è certo giusto non scegliere tra i propri fi gli, anche se hanno cento come Priamo. (…) Man mano che si prosegue nel questionario, si è risucchiati in un vortice di incertezza; non sono tanto le idee, i gusti, le predilezioni a traballare, quanto lo stesso io chiamato a declinarli, che si sente improvvisamente astratto, irreale (…) Come si può dunque osare indicare, nella risposta alla domanda numero 16, il tratto principale del proprio carattere, se quelle botte e risposte fanno anzitutto dubitare di avere un carattere? L’io si frantuma e le sue qualità svaporano. Non si può farne una colpa alla computerizzazione che governa il mondo. Quella logica non snatura la vita, come protestano i nostalgici del buon tempo antico, ma ne dice forse la verità, mette a nudo il meccano di cui siamo fatti (…) Il gesto di narrare crea, finge e costruisce un’identità, mentre chi risponde ai test sente di perderla, come un accusato dinanzi al poliziotto o al giudice che lo interroga.

(Claudio Magris, Utopia e disincanto, Garzanti,2001, p.301 e sgg.).

UNA SOLA delle osservazioni sullo scritto di Magris è correttamente DEDOTTA dal testo. Quale ?

A. E’ evidente che tra i poeti e gli scrittori si Magris ama Leopardi e Baudelair, Omero, Virgilio e Dante

B. Se è difficile scegliere tra le letture predilette, non sempre lo è meno scegliere tra le persone, gli oggetti e gli eventi in mezzo a cui viviamo

C. Il compilare un questionario agli scrittori di qualche valore è sempre ripugnato come un gioco poco serio, da intellettuali superfi ciali e disoccupati

D. La logica del nostro mondo computerizzato non rispetta l’originalità dell’individuo del quale disgrega l’unità naturale

E. Rispondere ai test, come il narrate storie, mette a rischio di disperdersi e di trasferire la propria identità nella propria opera

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LETTURA VELOCE

9. Amartya Sen, l’economista-fi losofo indiano premio Nobel ‘98 per l’economia, ha recentemente riepilogato gli sviluppi ultimi del suo pensiero, centrati sul concetto di “capability”. In sintesi: non c’è persona che non si porti dentro del “valore”, una particolare capacità che va fatta emergere per innescare spirali virtuose di crescita individuale (libertà) e collettiva (economia, società, politica). “Non sarà proprio Internet la chiave concreta per chiudere il prediletto circuito sviluppo-libertà?” E’ stato chiesto a Sen in una recente intervista. “L’espansione di Internet non è per defi nizione un fenomeno positivo, semmai ci sono alcune evidenze interessanti”, risponde Sen. (…) “Un buon utilizzatore di Internet può essere una persona che detiene più capability, che comunica più velocemente ed efficacemente con altri” (…). C’è però subito un “ma” in forma di amabile apologo personale: “Non ho una gran confidenza con la Rete. Da quando mi sono dotato di una casella di posta elettronica, ho accumulato subito 6.000 messaggi in arrivo, e quando ho risposto al settantesimo ho pensato che avevo altro da fare”.

Una delle seguenti deduzioni NON È AUTORIZZATA dal testo riportato:

A. la ricerca e la crescita delle capacità individuali possono giovarsi delle nuove tecnologie di comunicazione

B. le straordinarie capacità di comunicare di Internet portano necessariamente ad un blocco della comunicazione

C. Internet non è di per sè nè buono nè cattivo, ma potrebbe essere la chiave per chiudere il circuito sviluppo-libertà

D. non c’è persona, per modesta che sia, in cui non si possa rivelare una capability significativa

E. Internet non è un vantaggio a priori, ma ha grandi potenzialità, al di là degli eccessi che possono vanificarne i benefici

10. Nonostante le èlites del Paese non lo considerino un argomento nobile di conversazione, c’è un piccolo Iraq che si combatte ogni giorno nelle nostre città ed è attraversato da scippi, borseggi e rapine ai negozi che si lasciano dietro una scia urticante di morti: un rapinatore montenegrino l’altro giorno a Milano, un poveraccio tabaccaio ieri mattina a Roma.

(Massimo Gramellini, Meno rapine per tutti, La Stampa, 17/4/2004.

Per limitare il numero delle rapine e delle vittime vengono suggeriti vari accorgimenti; tra quelli qui riportati, uno NON HA DIRETTA RELAZIONE con gli eventi a cui si riferisce Gramellini. Individuatelo:

A. blocco effettivo dell’immigrazione dai Paesi extraeuropei

B. potenziamento degli organici delle forze dell’ordine

C. poliziotto di quartiere

D. telecamere piazzate nelle zone e nei quartieri più a rischio

E. educazione dei cittadini all’autocontrollo in caso di aggressione

Tempo di lettura: ………. Parole testo: 3000

PAM =

C =

Le prospettive dell’economia mondiale, insieme al declino della domanda dell’ex Unione Sovietica, portano a delineare per i prossimi due o tre anni uno scenario caratterizzato da modesti incrementi della domanda mondiale di energia. Solo successivamente i consumi dovrebbero subire un’accelerazione trainata dalla forte crescita dei fabbisogni dei paesi in via di sviluppo e dal recupero atteso nell’ex URSS.

Il baricentro dei consumi mondiali tenderà così a spostarsi dall’OCSE e dai Paesi dell’Est europeo, per avvicinarsi ai Paesi in via di sviluppo, quelli asiatici, in particolare, dove notevoli sono le prospettive di crescita demografica ed economica.

L’indice dell’intensità energetica è previsto in riduzione, dopo l’attuale fase di stazionarietà, per effetto del progresso tecnologico, di un uso sempre più efficiente dell’energia nonché del maggior peso assunto,nelle economie occidentali, dai servizi a minore intensità energetica, rispetto alle attività industriali.

Non vanno neppure trascurati gli impegni assunti a livello internazionale per una maggiore efficienza nell’uso dell’energia specie da parte dei Paesi avanzati.

Le fonti che presentano le migliori prospettive nel soddisfacimento della domanda mondiale sono il gas naturale e il petrolio, almeno sino all’orizzonte 2005, quando potrà aversi una maggiore disponibilità di fonti e di alternative tecnologiche a costi competitivi.

Le previsioni dei consumi energetici europei al ‘98 ed al 2005 – sostanzialmente in linea con quanto si prevede per l’intera area OCSE – indicano, con un ciclo economico di nuovo favorevole, crescite contenute della domanda complessiva di energia (lo 0,8% m.a. tra il ‘98 e il 2005).

Questo scenario è sostenuto da un’ipotesi di ulteriore crescita dell’indice dell’intensità energetica, dopo la stasi degli ultimi anni, che potrebbe raggiungere 0,37 tep (tonnellate equivalenti di petrolio) per 1000$ di GDP (Gross Domestic Product = Prodotto Interno Lordo) al 2000 ed addirittura quota 0,34 al 2005 facendo ricorso a tecnologie energy saving, sia nelle fasi di trasformazione sia in quelle di utilizzo.

A livello di singola fonte si prevede:

- possibilità di recuperi limitati per il carbone (0,1 % tra il ‘98 e il 2005);

- crescita contenuta del petrolio (0,4% tra il ‘98 e il 2005);

- crescita consistente della domanda di gas (2,5% tra il ‘98 e il 2005).

dati ENEA 1998

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LETTURA VELOCE

1. La domanda mondiale di energia nell’anno 2001, rispetto al 1998 sarà caratterizzata da:

A. un modesto aumento

B. una stagnazione

C. un’accelerazione

2. Che cosa ci si attende dalla Russia, negli anni dopo il 2001?

A. uno sviluppo della produzione industriale

B. una maggiore richiesta di fi nanziamenti

C. un ulteriore declino della produzione

3. Che cos’è l’OCSE?

A. un’organizzazione per la consulenza sociale ed educativa

B. un’organizzazione per il commercio sud – Est

C. un’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico

4. Che cosa signifi ca l’espressione “baricentro dei consumi mondiali”?

A. il punto più basso nell’indice di sviluppo dei consumi mondiali di energia

B. punto di equilibrio nel quale si può immaginare di concentrare i consumi energetici mondiali

C. il punto di maggiore crescita nell’indice di sviluppo dei consumi mondiali di energia

5. Come viene defi nito l’indice dell’intensità energetica riferito al momento attuale?

A. in riduzione

B. stazionario

C. in incremento

6. Per i prossimi anni, nelle economie occidentali, come si può valutare il peso delle attività industriali rispetto ai servizi a minore intensità energetica?

A. maggiore

B. minore

C. uguale

7. Per quale data è ragionevole prevedere una maggiore disponibilità di fonti di energia e di alternative tecnologiche a costi competitivi?

A. dopo il 2005

B. entro il 2005

C. nei prossimi tre anni

LETTURA VELOCE

8. Che cosa signifi ca la sigla m.a?

A. media annuale

B. misurazione americana

C. massimo applicabile

9. Che cosa sono le tecnologie energy saving?

A. tecnologie compatibili con la tutela dell’ambiente

B. tecnologie che utilizzano fonti energetiche naturali

C. tecnologie rivolte al risparmio energetico

10. Considera il dato riguardante la crescita della domanda di gas nel periodo tra il ‘98 e il 2005 e mettilo a confronto col tasso di crescita della domanda totale di energia nello stesso periodo. Quale rapporto rilevi?

A. è praticamente identico

B. è inferiore di tre volte

C. è superiore di oltre tre volte

PAM =

C =

Risale a circa 6000 anni fa. A quell’epoca gli studiosi datano la nascita dello yoga, insieme di tecniche fisiche, mentali e spirituali assiduamente praticate in India e in Cina. Oggi tuttavia si sa che anche Romani, Greci ed Egiziani oltre che gli Indù avevano sistemi di disciplina mentale grazie ai quali potevano sviluppare perfettamente la loro memoria. Gli Indù, in particolare, attraverso un apposito tirocinio, preparavano giovani bramini in grado di memorizzare la lettura vedica (Rig Veda, Upanishad, Ramayana, Mahabharata, Bhagavat Gita) in modo che, in caso di incendio o di perdita dei libri, potessero conservarne i testi.

Nelle scritture vediche, buddiste e in quelle che si riferiscono allo yoga, l’ipermnesia (o sati) è vista come uno stato di coscienza (dharma) in cui infinita sarebbe la capacità di ritenere e ripresentare le informazioni. Lo yoga con i suoi esercizi psicofisici mirerebbe a perfezionare questo stato naturale e universale della coscienza. Una delle condizioni è il raggiungimento della concentrazione e della calma profonda. Savàsana è fra le posizioni di risanamento consigliate dallo yoga quella più idonea per eliminare la stanchezza fisica e mentale, recuperare energie e sviluppare la capacità di osservazione e di attenzione collegate alla memoria. Va eseguito alla mattina appena svegli o alla sera.

Coricati sulla schiena senza alcun cuscino sotto alla testa, mani con il palmo rivolto in basso, gambe distese, punte dei piedi allargate, calcagni uniti: rivolgete l’attenzione a tutti i tessuti dalla punta dei piedi alla cima della testa, avvertite la leggera tensione e rilassatela. Sentite il movimento dell’inspirazione

e dell’espirazione, poi cominciate a controllarla dolcemente facendo in modo che il tempo impiegato nell’inspirazione sia approssimativamente uguale a quello dell’espirazione.

Ora rilassate anche la mente: lasciate liberi i pensieri osservandoli come fossero oggetti che volano via, come nuvole nel cielo, o come rifl essi su uno specchio. Infine cercate sempre più di allontanarli da voi, fino a farli scomparire. Restate per qualche minuto in questo rilassamento fisico, sentendo il vostro respiro regolare e la vostra mente vuota di pensieri: vi sentirete riposati come dopo un’intera notte di profondo riposo. Quest’esercizio lo potete fare parzialmente anche nei momenti liberi (a scuola o nel lavoro), rilassando soltanto un gruppo di muscoli: il volto, le braccia, il torace, ecc..

Tra i risultati si nota un aumento dell’eliminazione delle tossine, una riduzione della stanchezza fisica e mentale, un recupero dell’efficienza di tutti i sensi e delle capacità mentali” assicura Carlo Patriani, uno dei pionieri nella diffusione dello Yoga in Italia e autore di un libro su questa disciplina. Altri aiuti per la

concentrazione mentale vengono da alcuni esercizi yoga che interessano gli occhi. Il Nàsàgra-Drishti (Nàsàgra, cioè “punta del naso” e Drishti, cioè “fissare”) consiste nel guardare la punta del proprio naso dopo aver alzato il viso verso l’alto. Lo sguardo va tenuto fisso, senza batter ciglio per 10 secondi, aumentando progressivamente questo tempo fi no a due, tre minuti.

Una variante di questo esercizio è il Bhrumadhya-Drishti (Bhrumadhya cioè “spazio fra le sopracciglia”). Consiste nel guardare più in alto possibile fissando il punto mediano fra le sopracciglia per un tempo uguale a quello consigliato per l’esercizio precedente, respirando normalmente. Oltre a favorire la concentrazione della mente, questa tecnica elimina il torpore del nervo ottico rinforzando così gli occhi e migliorando la vista.

… e della medicina cinese è forse l’Oriente la “memoria” dell’umanità?

Sono ormai in molti a pensare che sia proprio la Cina a conservare la cultura più antica del genere umano, un tesoro inesauribile di saggezza che non finisce di stupirci e di farci riflettere.

Ad esempio, per la cultura cinese, la memoria non dipende dal cervello, ma dal rene” precisa, lasciandoci sorpresi, Anita Cignolini, medico, esperto di medicina cinese.

Il cervello infatti non è altro che una sorta di propaggine del rene: è quest’ultimo l’organo in cui risiede l’energia essenziale dell’individuo”.

Il rene dunque non serve solo alla filtrazione del sangue ed alla produzione di urine: è un insieme di funzioni tra cui alcune di quelle ipofi sarie, le riproduttive, sessuali, di conservazione dell’energia ereditaria, ecc.. Per cui se il rene è forte e funziona bene, anche la memoria è forte e funziona bene.

Per la medicina cinese due infatti sono i tipi di memoria:

- Memoria profonda (istintiva, inconscia), che dipende esclusivamente dal rene: è la capacità di lasciarsi colpire dalle percezioni e di conservarle.

- Memoria verbalizzante (capacità di esprimere verbalmente il ricordo) che dipende, oltre che dal rene, anche dal cuore. Per i Cinesi la mente, intesa come capacità di esprimere concetti logici, alloggia nel cuore e non nel cervello. Per cui se il cuore non funziona bene anche la verbalizzazione del ricordo ne risente negativamente.

Una delle cause di diminuzione della memoria è perciò legata alla debolezza del rene o ad un suo superlavoro. Ad esempio nell’età pubere il rene è sottoposto ad un aumento della sua attività in quanto impegnato prevalentemente nella crescita dell’individuo (costruzione delle ossa, sviluppo delle ghiandole sessuali); ecco allora che altre funzioni differenti, come quelle della memoria, ne risentono. Capita ad esempio che il ragazzino delle elementari diventi svogliato nelle medie, o che la donna cominci ad avere qualche problema di memoria durante la gravidanza.

Sviluppare la memoria corrisponde quindi a rinforzare l’energia del rene. I metodi per farlo sono gli stessi usati dai maestri taoisti per ottenere la longevità:

- Il cibo. Un’alimentazione varia e ricca di verdure.

- Regolarità della vita. Evitare eccessi di lavoro, dormire bene per un buon numero di ore, evitare il freddo cui il rene è particolarmente sensibile, evitare le forti emozioni, le paure e l’ansia.

- Tecniche di rilassamento, di meditazione e di respirazione. Sono quelle utilizzate anche nel Qi Gong (insieme di pratiche per ottenere la longevità) per prolungare la vita attraverso l’equilibrio psicofisico, il mantenimento e lo sviluppo della propria energia vitale che risiede nel rene. Il patrimonio energetico segna infatti la lunghezza della nostra vita: sprecando energia accorciamo la vita. Riacquisire il nostro equilibrio personale e imparare a respirare in modo ritmico e armonioso assicurano un prolungamento della vita.

- L’automassaggio. In Cina è antica tradizione e si impara a scuola. Ai bambini viene insegnato come massaggiare gli occhi per aiutare la vista, ma anche la zona dell’orecchio, delle mani e dei piedi per migliorare la funzionalità in generale del rene, che favorisce la memoria. Ci sono anche altri punti dell’agopuntura

che tutti imparano a massaggiare (ad esempio all’altezza della vita). La pressione con le dita, o con un oggetto sottile (ad esempio con una matita senza punta al posto dell’infissione di aghi) su specifi ci punti del corpo stimola o calma l’infl usso di energia vitale lungo precisi “meridiani” indicati dall’agopuntura.

- Un’educazione specifica della memoria. Per i cinesi studiare a memoria è un fatto naturale. I bambini imparano a leggere cantando poesie e filastrocche tratte dai loro classici (il cinese è una lingua tonale e quindi molto vicina al canto).

- Fare moto. Camminare, mantenere la schiena eretta, sia stando in piedi che seduti.

- Ricorrere ai tonici. Naturalmente quelli che vanno a nutrire il rene: ginseng, eleuterococco o insiemi di più tonici dosati da grandi esperti in questo campo.

Ma che fare in caso di disturbi della memoria? Quello della perdita o della diminuzione della memoria è un sintomo: occorre allora interrogare il paziente per diagnosticare se il sintomo dipende soprattutto dal rene o dal cuore. Se ad esempio c’è un’incapacità a ricordare il nome, allora è implicato il cuore e

non il rene: è il cuore che non va a pescare le parole, ma il rene ha memorizzato.

Non si tratta quindi di una vera perdita della memoria. Più spesso è collegata al sonno, ai sogni, all’inquietudine, a sintomi cioè che occorre analizzare attentamente per stabilirne la causa esatta. La perdita della memoria è solo sintomo di carenza, di una mancata funzione che l’agopuntura è in grado di interpretare. “Ad esempio” – spiega Anita Cignolini – “il bambino che oggi non ha memoria ha una debolezza, un deficit, per cui oggi non ha memoria, ma domani potrebbe soffrire di nefrite, perciò occorre impedire che si ammali”.

Per la medicina cinese infatti, tutto ciò che avviene all’interno dell’individuo ha una proiezione all’esterno. Ed è possibile agire dall’esterno sull’interno, seguendo le linee di scorrimento dell’energia rappresentate dai “canali collaterali” e dai punti dell’agopuntura.

Ma quali consigli specifi ci si possono avere per l’allenamento della memoria?

- Incrementarla fi n a bambini. Poesie, fi lastrocche, canzoncine servono moltissimo a questo scopo.

- Imparare ad osservare. Uno dei modi per allenarla è quello di guardare attentamente qualcosa, poi chiudere gli occhi e rivedere mentalmente nei minimi particolari quanto si è osservato. E’ un esercizio utile per tutti e non solo per i bambini.

- Esercitarsi nella manualità fine. Disegnare, cesellare, ricamare, modellare, incidere, lavorare il legno: ogni lavoro di precisione fatto con le mani aiuta il rene e quindi favorisce lo sviluppo della memoria.

- Verbalizzare quanto si è imparato. In questo modo si sviluppa la memoria in tutta la sua globalità: non solo quella legata al rene (quella che recepisce i dati) ma anche quella legata al cuore (che richiama ed esprime le informazioni).

- Mantenersi in buona salute. La medicina cinese è anzitutto una tecnica per raggiungere il benessere psicofisico, cioè l’equilibrio perfetto di tutte le energie fisiche, mentali, spirituali, emotive, che consente

virtualmente” l’immortalità.

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LETTURA VELOCE

1) Perchè gli indù preparavano i giovani a memorizzare la letteratura vedica?

A. Per passare il tempo

B. Perché la cultura diventasse parte integrante della loro vita

C. Perchè in caso di incendi o di perdita dei libri potevano conservare i testi.

D. Per fare una biblioteca personale

E. Per aumentare la memoria dei giovani

2) Cosa consiglia di fare lo yoga per rilassare la mente?

A. Esercizi coi sette colori

B. Meditazioni guidate

C. Una nuotata

D. Esercizi del Savàsana, del Nàsàgra-Drishti e del Bhrumadhya-Drishti

E. Esercizi del Drishtie e del Bhrumadhya

3) In cosa consiste l’esercizio yoga della punta del naso?

A. Consiste nel tenere il viso rivolto in alto fino a sentire tensione sul naso

B. Consiste nel guardare la punta del proprio naso dopo aver alzato il viso verso l’alto.

C. Consiste nel toccarsi il naso e respirare profondamente

D. Consiste nel massaggiare la punta del proprio naso per rilassarsi

E. Consiste nell’immaginare il naso che si allunga

4) A cosa mirano gli esercizi psicofisici dello yoga?

A. A rilassare corpo e mente

B. A sentirsi ricaricati e in perfetta salute

C. Ad aumentare la coscienza delle proprie capacità

D. A migliorare la propria vita

E. A perfezionare lo stato naturale e universale della coscienza

5) Secondo i cinesi, a cosa è legata la diminuzione di memoria e perchè nell’età pubere si possono verificare alcuni problemi di memoria?

A. Debolezza del rene o suo superlavoro; superlavoro del rene in quanto impegnato nella

crescita dell’individuo

B. Alla poca concentrazione

C. Alla poca cura del rene e dei suoi collegati

D. Alla debolezza dell’essere umano in quanto fi ltro della vita e dei suoi avvenimenti

E. Al superlavoro dell’uomo

6) Cos’è il “Dharma” ?

A. Uno stato di coscienza

B. Uno stato di incoscienza

C. Uno stato di malessere

D. Uno stato di benessere

E. Uno stato di salute

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LETTURA VELOCE

7) Perchè la lingua cinese è molto vicina al canto?

A. Perchè e una lingua nasale

B. Perchè e una lingua afona

C. Perchè e una lingua tonale

D. Perchè e una lingua gutturale

E. Perchè e una lingua dentale

8) Come imparano a leggere i bambini cinesi?

A. Leggendo per ore e ore gli abecedari

B. Cantando poesie e fi lastrocche

C. Ballando

D. Giocando

E. Dormendo

9) Secondo la medicina cinese quali sono i due diversi tipi di memoria?

A. Profonda e verbalizzante

B. Visiva e cinestesica

C. Soprattutto auditiva

D. Da elefante e da topo

E. Auditiva e visiva

10) Chi è Carlo Patriani?

A. Uno storico

B. Un martire

C. Uno dei pionieri della diffusione dello yoga in Italia

D. Il primo uomo europeo a fare Yoga

E. Un astronauta

PAM =

C =

Esistono esercizi per allenare la memoria a breve e lungo termine?

Prima di tutto spieghiamo cosa sono.

La memoria a breve termine e la memoria a lungo termine sono due meccanismi di immagazzanamento delle informazioni. Esse si differenziano in quanto nella memoria a breve termine la ritenzione delle informazioni dura un tempo limitato, solo qualche minuto, mentre la memoria a lungo termine conserva le informazioni per periodi molto lunghi, talvolta in maniera definitiva.

La memoria a breve termine (vedi anche La memoria a breve termine nel lavoro)comprende altri due tipi di memoria: quella di lavoro la quale ci permette il calcolo mentale o di ricordare lettere, parole, numeri; e la memoria di classificazione, che ci consente di scegliere quali sono le infomazioni che non riteniamo necessario ricordare.

La memoria a lungo termine invece comprende: la memoria autobiografica che mantiene il ricordo delle esperienze che viviamo, e la memoria semnatica, che raccoglie le informazioni che impariamo nel corso della vita, ciò che leggiamo studiamo ecc.

Le informazioni che arrivano alla memoria a breve termine, se non sono oggetto di particolare attenzione o interezze cominciano quasi subito ad essere eliminate. Basta pensare a quando ci dettano un numero di telefono e la nosta mente lo tiene a memoria in quei pochi minuti che impieghiamo per riscriverlo su un foglio.

Per mantenere le informazioni che pervengono alla memoria a breve termine è necessario quindi ripeterle più volte, fino a che non vengono trasferite nelle memoria a lungo termine.

La memoria lungo termine è invece illimitata, la nostra mente ha la capacità di contenere una quantità di informazioni infinita, infatti nella memoria a lungo termine sono conservate tutte le informazioni che assorbiamo nell’arco della nostra vita.

Esistono svariati esercizi per allenare la memoria a breve e lungo termine. Sono strategie mnemoniche che sfruttano al massimo le nostre facoltà mentali e che ci consentono di avere un ricordo forte nel breve periodo e un ricordo non solo duraturo ma anche la capacità di recuperare le informazioni con più velocità nel lungo periodo.

Al corso di tecniche di memorizzazione “C.I.A.O è possibile imparare numerosi esercizi per allenare la memoria a breve e lungo termine, sfruttando le capacaità creative, visive e di associazione della nostra mente.

Richiedi informazioni sul seminario “C.I.A.O. Corso In Apprendimento Organizzato”.

Abbiamo spesso parlato nei post precedenti delle tecnihce di memoria, di come utilizzarle in vari campi. Ma qual’è l’origine delle tecniche di memorizzazione?

Per conoscere l’origine delle tecniche di memorizzazione dobbiamo fare un lungo passo indietro, intorno al 470 a.C. La storia ci riporta fin dai tempi più antichi una lunga lista di personaggi che vantavano di avere una memoria sorprendente, personaggi in grado di ricordare interi poemi, testi, elenchi di nomi e visi ecc..                              Cicerone, nel suo “De Oratore” narra, sotto forma di leggenda religiosa, l’invenzione di una tecnica mnemonica ad opera di Simonide di Ceo, il quale in seguito al crollo di un edificio durante un banchetto riuscì a riportare i nomi di tutti i presenti in base al posto che occupavano a tavola. Si potrebbe quindi attribuire a Simonide di Ceo la tecnica che da anni viene insegnata ai corsi di memoria come tecnica dei “loci ciceroniani” e che Cicerone effettivamente utilizzava per memorizzare ed esporre le sue lunghe orazioni.

Nei secoli seguenti una serie di personaggi originari di diversi paesi è diventata famosa per aver utilizzato e dato origine a tecniche di memorizzazione nuove. Tra i tanti ritroviamo: Platone e Aristotele per quanto riguarda l’antica Grecia, Cicerone e Quintiliano per l’antica Roma, ci sono poi Tommaso d’Aquino, Lullo, Giordano Bruno (al quale viene attribuita le tecnica dell stanze, simile ai loci ciceroniani. Vedi anche Esercizi per allenare la memoria), il leggendario Pico della Mirandola (del quale si diceva conoscesse a memoria la Divina Commedia) e il filosofo Leibnitz (al quale viene attribuita la scoperta della conversine fonetica, che è alla base di ogni corso di memoria).

Nel corso degli anni, le tecniche di memorizzazione, che per lunghi periodi sono state accessibili solo ai pochi che potevano permettersi un’istruzione, sono state modificate, rese accessibili a tutti.                                                          Grazie all’evoluzione scientifica, si è arrivati a provare l’effettivo legame tra le tecniche di memoria e i meccanismi del nostro cervello. Ora vengono considerate come un vero e proprio supporto allo studio e all’apprendimento (vedi anche Cosa si può imparare ad un corso di memoria). Dagli anni ’50 vengono insegnate nelle università americane e dagli anni ’70 hanno preso campo anche in Italia.

Vuoi saperne di più? Visita il sito www.formazionepersonale.it e richiedi informazioni sul corso di tecniche di memorizzazione “C.I.A.O.”

Al giorno d’oggi si sente parlare sempre più spesso si formazione e di corsi di memoria. Le mnemotecniche che fino a non molto tempo fa erano conosciute solo in una cerchia ristretta, soprettutto in Italia, ora si stanno facendo spazio sempre di più, soprettutto ora che agli studenti viene richesta la conoscenza sempre più specifica delle materie di studio e che il mondo del lavoro sempre più competitivo, richiede un maggior numero di competenze e capacità.

Ma cosa si più imparare ad un corso di memoria?

La prima cosa da dire è che le tecniche di memoria si basano sull’impiego ottimale delle nostre facoltà mentali. Siamo portati un po per pigrizia un po per abitudine scolastica a utilizzare maggiormente il nostro emisfero razionale, e cioè l’emisfero sinistro. Questo però non ci consente di sfruttare al massimo le potenzialità del nostro cervello. Con le tecniche di memoria abbiamo la possibiltà di sfruttare entrambi I nostri emisferi quindi anche il destro, sede della creatività.

Il corso di memoria “C.I.A.O.” infatti si basa sull’utilizzo di alcune caratteristiche che possediamo per natura me che sfrutiamo molto poco. Che sono:

  • la memoria visiva che è attiva per l’80%;
  • le associazioni, tra le informazioni:
  • la creatività, l’utilizzo di eventi o immagini insolite.

Possiamo immaginare queste tre caratteristiche come tre pulsanti nella nostra mente, che utilizzati singolarmente danni si un risultato, ma che utilizzati insieme danno risultati straordinari.

Ecco cosa si può imparare ad un corso di memoria:

  • tecniche di rilassamento e concentrazione;
  • memorizzare elenchi di parole e vocaboli in lingua straniera;
  • memorizzare numeri, articoli di codice, formule;
  • ricordare con facilità nomi e visi;
  • ottenere un metodo di studio efficiente ed efficace;
  • cosa sono e come utilizzare le mappe mentali;
  • come gestire in maniera ottimale il tempo impiegato nello studio;
  • come migliorare il proprio approccio allo studio ed essere più motivati.

Vuoi saperne di più? Visita il sito www.formazionepersonale.it e richiedi informazioni sul corso di memoria “C.I.A.O.”