Riprendiamo l’argomento pnl e parliamo oggi dei filtri dell’attenzione…
Cosa sono?
Vi siete mai chiesti, fino ad oggi, come funziona concretamente il 7+-2?
In altri termini per quale ragione il nostro cervello – nel momento stesso in cui si
“confronta” con la Realtà Esterna per attingere da essa il maggior numero di
informazioni possibile – SCEGLIE un’informazione piuttosto che un’altra?
Se il numero maggiore di informazioni che noi riusciamo – coscientemente – a
registrare variano da 5 a 9, in virtù di quale arcano meccanismo queste informazioni
vengono preferite ad altre, a parità di contenuto o d’importanza?
Proprio in virtù dei metaprogrammi, altrimenti denominati filtri dell’attenzione.
Attraverso di essi, lo conferma la stessa definizione, ognuno di noi presta maggiore
attenzione a determinati elementi piuttosto che ad altri, contribuendo così, grazie al
limite selettivo del 7+-2, a scegliere quel numero massimo di informazioni da noi
percepibili che delineeranno la nostra Rappresentazione Interna della Realtà Esterna.
Attraverso l’analisi dei metaprogrammi sarà pertanto possibile comprendere a cosa
prestiamo attenzione ogni qualvolta ci confrontiamo con il mondo e le persone.
E’ fondamentale però, prima di procedere ulteriormente su questa strada,
precisare che i metaprogrammi non vanno assolutamente confusi con i
valori: questi ultimi ci indicano cos’è maggiormente importante per noi
(filtri dell’importanza) mentre i metaprogrammi indicano solamente ciò
a cui ogni individuo presta maggiore attenzione.
Continueremo a parlare di pnl e dei metaprogrammi nel post di domani…
[...] Continuiamo l’ultimo post sulla pnl e i metaprogrammi… [...]
[...] a parlare di pnl e metaprogrammi. Parliamo dei metaprogrammi a SELEZIONE [...]