Il nostro corpo ha un  suo linguaggio molto più espressivo del linguaggio verbale. Attraverso il corpo portiamo allo scopeto messaggi e stati d’animo di cui spesso siamo inconsapevoli. Ogni gesto del corpo esprime un’emozione interna.

Oggi vedremo in che modo comunichiamo attraverso le braccia.

Quando vogliamo allontanare qualcosa da noi, allunghiamo un braccio tenendo aperto il palmo della mano. Quando vogliamo ripararci da qualcosa, ad esempio una forte luce, ripariamo i nostri occhi tra le braccia, nascondendo il volto. Nasconderci è un gesto che comunemente facciamo fin dall’infanzia. Un bambino sgridato va a nascondersi dietro le gambe della mamma. Crescendo questo comportamento si affina, e verso i sei anni iniziamo già ad adottare le braccia incrociate come forma di chiusura o di difesa. Nell’ adolescenza il gesto viene espresso con le gambe ed infine nell’età adulta incrociamo solo un braccio per creare una barriera fra noi è il soggetto della nostra preoccupazione. Di solito le braccia vengono incrociate all’altezza del cuore o dei polmoni aree vitali e quindi più delicate. Ponendo le braccia davanti a queste parti le proteggiamo.

Una posizione è quella della “presa delle braccia” in cui le mani afferrano le braccia per sostenere e coprire al contempo la parte inferiore del corpo. Questa posizione è un modo di trarre conforto e riecheggia gli abbracci materni.

Una variante a questa posizione è quella fatta con un solo braccio che va ad afferrare l’incavo del gomito, il significato è sempre quello di rassicurazione. Questi sono noti come gesti di auto conforto, gesti dislocati che il soggetto applica a se stesso. Le insicurezze, o più in generale l’esprimere tensione, sono invece manifestate con altri movimenti comuni come quello di toccarsi il braccialetto, l’orologio, sistemarsi i gemelli, giocherellare con la cartellina o la borsetta e qualsiasi altro gesto dislocato che porti involontariamente a creare una barriera difensiva. Anche quando si è seduti si ricorre a queste “barriere”, talvolta create anche dalle braccia stesse. Chi invece sta seduto dritto con le braccia lungo i braccioli della sedia dà un’impressione di sicurezza, potere e forte integrità.

Posizionare invece le braccia “a triangolo”, in modo che le mano poggino sui fianchi, esprime opposizione e sfida. Le braccia distese lungo i fianchi esprimono neutralità; le braccia distese, aperte e leggermente staccate dal corpo esprimono apertura.

Con le braccia possiamo accogliere ad aprirci, chiuderci e  respingere, nasconderci o coccolarci. Anche le nostre braccia, come possiamo notare, partecipano attivamente al linguaggio del corpo.

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