Continuiamo il post “metamodello. Cancellazioni generalizzazioni e distorsioni“… parliamo dei verbi non specifici e i paragoni e giudizi.

Verbi non specifici

Grazie ad essi esprimiamo che cosa è opportuno fare o non fare, pur non suggerendo come.

Bisogna imparare;

Dobbiamo migliorare;

Vogliamo crescere.

Ma come possiamo imparare, migliorare, crescere?

Questo non viene detto, in quanto – specificando le azioni che potrebbero essere intraprese per la realizzazione di questi obiettivi – potremmo scontrarci con le mappe degli altri.

Pensate ad una frase quale: “Dobbiamo imparare a credere di più in noi stessi!”.

Come?

Se diceste che per potere fare ciò sarebbe sufficiente rischiare maggiormente, sfidando se

stessi e gli altri per affermare la propria individualità, come credete che potrebbero reagire tutti coloro che non hanno i valori della sfida e del rischio radicati fortemente in sé?

Probabilmente non riuscirebbero ad immedesimarsi in quanto da voi affermato.

Non facendo dei riferimenti specifici, invece, ognuno potrà trovare dentro di sé la risposta e, contemporaneamente, non entreranno in conflitto con voi!

Paragoni e giudizi

Essi vengono espressi senza inserire, però, il termine di paragone o la fonte del giudizio;

Parlano troppo;

E’ la maniera migliore.

Rispetto a chi o a che cosa, potremmo chiederci?

Volendo, potremmo anche fornire la risposta, ma attenzione ad esplicitarla!

Valutiamo sempre che, specificando un termine di paragone, potremmo scatenare le obiezioni di coloro che hanno una mappa differente dalla nostra!

Supponete, ad esempio, di dichiarare in pubblico che il programma di formazione da voi

presentato è migliore di quello di coloro che vi hanno preceduto.

E se, in sala, ci fosse chi – al contrario – ha accolto favorevolmente i modelli presentati da altri formatori?

Diventereste un bersaglio troppo facile, la polemica verrebbe accesa, e la situazione si

complicherebbe

Ma se, al contrario, affermaste semplicemente che il programma da voi presentato “è il

migliore”?

Rispetto a cosa?

Non lo si dice.

Rispetto a chi?

Non è specificato.

Le possibilità che qualcuno si opponga, pertanto, ad un’affermazione di questo tipo

diminuiranno notevolmente – anche se non escludete che ciò accada, anzi! – ma soprattutto, e questa è la cosa più importante, trasmetterete un messaggio inequivocabile senza esporvi troppo alle critiche!.

Continueremo a parlare di pnl e metamodello nel prossimo post…

One Response to “METAMODELLO IN PNL. CONTINUA…”

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