Le differenze culturali influenzano molto il nostro linguaggio del corpo (vedi linguaggio del corpo non verbale), il nostro spazio personale e persino il nostro stato d’animo.

Curiosiamo e analizziamo cosa potrebbe accadere in una conversazione tra due persone di culture estremamente diverse, ad esempio tra un giapponese e un inglese. I giapponesi, in una conversazione hanno spazi inferiori rispetto ad altre culture la loro distanza prossemica è molto molto piccola..In una chiacchierata con un Inglese un Giapponese automaticamente si porterebbe alla distanza che è solito usare con i suoi connazionali. L’inglese che ha uno spazio personale molto maggiore, potrebbe essere infastidito dal suo comportamento e, arretrando, si porterebbe alla distanza che è solito avere con i suoi compatrioti. Questo è alla base di molti luoghi comuni che vedono gli asiatici come persone aggressive e indiscrete e gli inglesi come persone fredde, distaccate e scostanti. Al volante molte persone trasformano la macchina in un luogo protettivo e, date le notevoli dimensioni del veicolo, lo spazio personale tende ad aumentare notevolmente. Per questo un guidatore reclama uno spazio personale che va dagli 8 ai 10 metri.

Paul Ekman, nella university of California, ha esposto un campione di fotografie ritraenti numerosi stati d’animo di 21 soggetti di diverse culture e nazionalità. Nella maggior parte dei casi i soggetti di una stessa cultura hanno riconosciuto i medesimi stati d’animo.  Tedeschi e Britannici sono abituati a non gesticolare mentre parlano. Dalle ricerche di Allan Pease condotte in quarantadue paesi è emerso che i nordamericani e i britannici sono i popoli meno sensibili culturalmente. L’84% dei nordamericani non hanno infatti il passaporto, anche George Bush ha richiesto il passaporto dopo essere diventato presidente. I britannici invece viaggiano molto ma sono reticenti ad adottare le abitudini culturali degli altri paesi, infatti si aspettano che gli altri parlino inglese e usino sempre il loro linguaggio corporeo. L’abitudine di soffiarsi il naso con un fazzoletto è prettamente occidentale, mentre gli orientali non la adottano, limitandosi a soffiarsi soltanto il naso. L’abitudine Europea è dovuta al diffondersi della tubercolosi. Questa malattia, mortale all’epoca, si diffondeva per via aerea, pertanto i governi presero provvedimenti esortando i cittadini a soffiarsi il naso con un pezzo di stoffa. Un gesto che ha molte interpretazioni è quello del dito indice e medio alzati. Grazie a Churchill nella seconda guerra mondiale questo gesto significava vittoria se il palmo era rivolto verso l’interlocutore. Quando invece a essere rivolto verso l’interlocutore era il dorso, diventa di spregio. Il gesto risale al periodo in cui agli arcieri inglesi catturati venivano mozzate queste due dita, indispensabili per lanciare le frecce contro l’avversario. La massima vergogna per un arciere era quindi quella di avere l’indice e il medio tagliati e quindi di non essere più in grado di tirar frecce. La “V” fu quindi usata come gesto di spregio ad indicare al nemico che gli arcieri erano ancora in grado di combattere, ed è rimasta tutt’oggi in uso.

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