Continuiamo il post di ieri “pnl. Struttura profonda e struttura superficiale“…

Attraverso quei meccanismi che – in comunicazione – solitamente definiamo come

Cancellazioni, le Generalizzazioni e le Distorsioni.

Facciamo degli esempi.

Provando a raccontare tutto ciò che avete fatto nella giornata di ieri, sicuramente potrete trasferirne linguisticamente solo una parte. Probabilmente avrete fatto un racconto di questo tipo “Ieri mi sono alzato, ho fatto colazione, sono uscito, ho lavorato per poi, stanco, tornare a casa, cenare ed andare infine a letto”.

Analizziamo quanto detto attentamente: se prendessimo alla lettera il racconto, potremmo dedurne che avete dormito vestiti, che non vi siete lavati prima di uscire di casa, che non avete fatto alcuna pausa durante il lavoro, che non avete neanche pranzato, per poi arrivare al termine della giornata quando, senza neanche indossare il pigiama od andare in bagno, siete finalmente andati a dormire.

E’ possibile che sia andata proprio così?

Forse no!

Ma perché avete tralasciato tutti questi dettagli?

Proprio in virtù del primo meccanismo analizzato: non potendo trasferire per intero con il

linguaggio la vostra esperienza, avete dovuto “cancellare” qualcosa!

Pensate adesso a quante volte vi è capitato di pronunciare frasi del tipo “capitano tutte a me”, “succede sempre così”.

Vi sembra davvero possibile che siano capitate tutte, ma proprio tutte, a voi?

Vi sembra possibile che qualcosa possa accadervi sempre, quindi in ogni momento?

Od è ipotizzabile che, in effetti, vi siano successe due o tre cose dello stesso tipo e che voi, per qualche oscura ragione, ne abbiate ampliato il senso, considerandole come costanti della vostra esistenza?

La risposta a questo quesito è che avete semplicemente messo in atto il processo di generalizzazione in base al quale, considerando uno o più eventi dello stesso tipo, voi li avete accomunati, trasformandoli nella totalità della vostra esperienza.

Adesso cercate di ricordare quante volte avete detto frasi quali: “se non la smetti vado via”, “so cosa pensi di me”.

Anche in questo caso, analizzando questi concetti, possiamo accorgerci che c’è qualcosa che non va.

Cosa?

Nel primo caso, per esempio, il legame instaurato tra il “non smettere” e l’“andare via”, lo

creiamo noi. Se volessimo, infatti, potremmo anche non farlo, ossia potremmo non andarcene via.

Nel secondo caso, invece, sarebbe interessante chiedervi come fate a sapere cosa pensa una persona: a meno che non abbiate poteri telepatici, ciò risulta impossibile.

Nonostante questo, nella nostra quotidianità, noi non riflettiamo solitamente su tutto ciò poiché “distorciamo” la realtà.

Ma qual è la ragione per la quale mettiamo in atto tutti questi processi?

Consideriamo che, in relazione ad ogni individuo, esistono due strutture di percezione: la cosiddetta “Struttura Profonda”, all’interno della quale possiamo rinvenire la totalità delle informazioni a nostra disposizione, che risiedono nel nostro inconscio, e la “Struttura Superficiale”, ossia quella linguistica e consapevole, che ci aiuta a “trasferire” queste informazioni attraverso le cancellazioni, generalizzazioni e distorsioni.

Esse, pertanto, ci agevolano allorché, dovendo filtrare tutte le “notizie” a nostra disposizione, ci consentono di mettere in atto quei processi che, come abbiamo visto prima, ci semplificano l’esistenza!

Continua nel post di domani…

One Response to “PNL. STRUTTURA PROFONDA E SUPERFICIALE…”

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