Continuiamo il post di ieri “pnl e i sistemi rappresentazionali” e iniziamo a parlare del rapport e della calibrazione…

Nel vostro lavoro l’instaurazione della sintonia con l’interlocutore è una tappa fondamentale per raggiungere gli obiettivi che vi siete prefissati.

Solo quando riuscirete a creare un rapporto di fiducia, di condivisione e di empatia avrete maggiori possibilità di riuscire nei vostri intenti.

Ma com’è possibile creare questa sintonia con persone pressoché sconosciute?

Come si può stabilire quali parole utilizzare, in che maniera muoversi, che atteggiamento assumere per ricevere un feed-back positivo dal vostro interlocutore?

La risposta è già dentro di voi, in quanto ogni concetto che abbiamo analizzato sino ad ora non rappresenta altro che un anello fondamentale per creare una catena di strategie, azioni e reazioni finalizzate a raggiungere una piena consapevolezza degli strumenti a vostra disposizione nonché per riuscire a penetrare la mappa degli altri!

Per instaurare qualsiasi tipo di relazione con gli altri individui, infatti, dobbiamo scoprire prima quali filtri essi usano per interpretare la realtà circostante: in tal modo abbiamo la possibilità di creare il rapport, ossia quella peculiare capacità di comprendere il mondo dell’altro, accettando i suoi valori,

le sue credenze ed i suoi criteri di valutazione pur mantenendo inalterata la nostra identità.

Solo allora, infatti, avremo la possibilità di avvalerci degli strumenti a nostra disposizione per “guidare” la persona con la quale stiamo interagendo nella direzione da noi auspicata!

Ma quali sono gli strumenti attraverso i quali possiamo creare il rapport?

Essi sono:

1. la calibrazione

  1. Il ricalco verbale
  2. Il ricalco extraverbale (mirroring)

a. La calibrazione

Calibrare significa letteralmente “aggiustare il tiro, la mira”, al fine di centrare il proprio obiettivo.

Nel caso specifico, la calibrazione consisterà nell’osservare l’interlocutore raccogliendo informazioni sulla sua mappa del mondo: i predicati che utilizzerà serviranno a stabilire il suo sistema sensoriale preferenziale, le sue hot words (ossia le parole che per lui hanno un forte significato evocativo), mentre il paraverbale (tono, volume, ritmo) ed il non verbale (postura del corpo, posizione delle braccia, mimica facciale) ci forniranno gli strumenti più efficaci per riconoscere i segnali che contraddistinguono il suo stato mentale, ossia i €pensieri, le emozioni, gli atteggiamenti nei confronti dell’argomento trattato.

Pertanto, in questa prima fase di “studio” è fondamentale osservare ed ascoltare, anziché vedere ed udire soltanto.

Solo dopo aver raccolto tutte queste informazioni possiamo passare alle fasi successive che ci consentiranno di guidare il nostro interlocutore verso strade alternative a quelle da lui intraprese ovvero verso la direzione da noi stabilita.

In che modo faremo ciò? Attraverso la tecnica del ricalco e guida.

Continueremo a parlare di pnl – Programmazione Neuro Linguistica - nel post di domani…

2 Responses to “PNL E COMUNICAZIONE. IL RAPPORT E LA CALIBRAZIONE”

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