Continuiamo a parlare della PNL - Programmazione Neuro Linguistica - e dei sistemi rappresentazionali…

Abbiamo osservato fino ad ora come ogni singolo individuo differisca dagli altri nella percezione della realtà esterna dato che – in funzione dei propri valori, credenze, esperienze – egli si costruisce una personalissima mappa del mondo attraverso la quale filtra ogni evento che si trova quotidianamente a fronteggiare.

In definitiva, ogni volta che interagiamo con l’esterno cogliamo tutti gli stimoli che siamo in grado di percepire, li decodifichiamo in funzione del 7+/-2 e solo allora esprimiamo i nostri pensieri e le nostre opinioni attraverso la comunicazione verbale, paraverbale e non verbale.

Ma come avviene il processo di “mappatura”, ossia come facciamo a trasformare tutti gli stimoli provenienti dall’esterno in delle rappresentazioni interne?

Uno dei primi filtri che applichiamo è di tipo sensoriale.

Attraverso i Sistemi Rappresentazionali, ossia tramite quei canali d’ingresso sensoriali che ci consentono d’introiettare la i “messaggi” del mondo in delle percezioni assolutamente personali e pertanto uniche.

I sistemi rappresentazionali sono:

  1. Visivo (V)
  2. Auditivo (A)
  3. Cinestesico (K)

Il sistema visivo è quel particolare filtro mentale che dà rilevanza, nell’atto della percezione, alle immagini. Il sistema auditivo, invece, dà rilevanza ai suoni. Il sistema cinestesico, infine, si basa principalmente sulle sensazioni e sulle emozioni.

Ogni individuo mette in atto questi tre sistemi allorché si trova a decodificare la realtà esterna.

Ad esempio, se vi chiedessero di descrivere un quadro probabilmente ricostruireste nella vostra mente la sua immagine: probabilmente parlereste di forme, di colori, di stile, di luci ed ombre. In definitiva riprodurreste linguisticamente, e sempre in funzione dei vostri filtri, la figura che in precedenza avete osservato.

Se, invece, vi chiedessero di descrivere l’ultimo concerto di musica rock al quale avete assistito probabilmente ricordereste i suoni, il sound, le vibrazioni, la musica. Infine, se doveste parlare del giorno in cui siete stati assunti probabilmente sottolineereste il modo in cui vi siete sentiti, l’emozione indefinibile che avete provato, la gioia indescrivibile di avere conseguito un obiettivo inseguito da tempo.

Vedi anche il post sulle “microespressioni facciali. E’ tutto vero?”

Continueremo a parlare di PNL e i sistemi rappresentazionali nel prossimo post…

2 Responses to “PNL. I SISTEMI RAPPRESENTAZIONALI”

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