Continuiamo il post di ieri “Pnl. Il linguaggio paraverbale” e iniziamo a parlare del linguaggio non verbale

Noterete, a questo punto, come l’adeguamento trasmetta all’interlocutore la vostra “partecipazione emotiva” e come, di conseguenza, egli sia disposto a lasciarsi guidare più volentieri.

Facciamo un esempio:

- Cliente: “Non sono d’accordo e basta!” (tono e volume alti, ritmo veloce)

- Voi: “Posso capire che abbia le sue ragioni! (stesso paraverbale). Potrebbe essere utile capire come risolvere la questione (tono e volume più bassi, ritmo più lento) in modo da trovare la soluzione per lei migliore (tono e volume calmi, ritmo lento)”.

- Cliente: (ora molto più calmo) “Bene, cosa mi proporrebbe?”

Provate! Se non riesce, ritornate indietro e ritentate: il successo arriverà!

La comunicazione non verbale

Oltre a prestare attenzione al linguaggio utilizzato nonché al vostro ed altrui paraverbale è di fondamentale importanza considerare il livello di comunicazione non verbale che corrisponde ai gesti, espressione, prossemica, ecc.

Considerate che nella comunicazione la maggior valenza è data dal non verbale (55%) in quanto i messaggi del corpo, che spesso vengono trasmessi del tutto inconsapevolmente, sono individuabili e delineano con decisione il livello di congruenza tra ciò che asserite e ciò che in realtà pensate.

Provate a verificare quanto possa cambiare la vostra maniera di comunicare a secondo della posizione che assumete e vi renderete conto l’importanza di un’efficace gestione del non verbale.

Ad esempio, se durante la spiegazione del programma di un corso doveste sottolinearne la convenienza, utilizzando i termini più appropriati ed il tono e volume della voce più confacenti, ma la vostra postura esprimesse tutto il contrario di ciò che state affermando (magari perché il vostro sguardo, i vostri silenzi, la vostra postura denotano una mancanza di sicurezza) come pensate che potrebbe reagire il potenziale corsista?

Credete che riuscirebbe a convincersi della bontà del servizio da voi offerto?

Oppure ritenete che possa iniziare a nutrire dei dubbi in merito alla vostra trasparenza e sincerità?

Provate adesso ad immaginare la stessa gestione del cliente con un atteggiamento, però, differente: guardate l’interlocutore dritto negli occhi e sottolineate le parole con gesti decisi.

Non è assicurato che riusciate a convincerlo a partecipare al corso; è certo, però, che la vostra postura, e soprattutto la congruenza tra ciò che dite e come lo dite non lasceranno spazio per alcun dubbio inerente alla vostra preparazione, motivazione, professionalità!

Il riferimento al verbale, paraverbale e non verbale sarà molto utile quando analizzeremo come instaurare la sintonia tra noi ed i nostro interlocutori, dato che saranno proprio questi tre livelli a rappresentare il punto di partenza per creare un rapporto che ci consentirà di trasmettere esattamente nella maniera desiderata i nostri messaggi!

Continueremo a parlare di PNL e comunicazione nei prossimi post…

2 Responses to “PNL. LA COMUNICAZIONE NON VERBALE”

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