Continuiamo il post precedente “Pnl. La comunicazione verbale“…

La nostra comunicazione, come già asserito in precedenza, si articola a più livelli, in quanto oltre al contenuto delle nostre affermazioni è necessario prestare attenzione anche al paraverbale, ossia a tutti quei segnali che vengono emessi dai nostri organi di senso e che poi vengono inconsciamente decodificati dai nostri interlocutori al fine di attribuire significato alle nostre parole.

Imparare ad usare il paraverbale in maniera efficace agevolerà ulteriormente il raggiungimento degli obiettivi.

Le tre fondamentali variabili del paraverbale sono:

· TONO

· VOLUME

· RITMO

Un’ulteriore variabile da considerare è l’accento che decidiamo di porre su ciascuna parola che pronunciamo.

Prendiamo ad esempio una frase come “Sarebbe utile che mi inviasse il fax prima della fine della settimana”. L’importanza dei vari elementi di questo messaggio può essere modificato in molti modi, ponendo l’accento su parole diverse.

· Sarebbe utile che mi inviasse il fax prima della fine della settimana;

· Sarebbe utile che mi inviasse il fax prima della fine della settimana;

· Sarebbe utile che mi inviasse il fax prima della fine della settimana;

· Sarebbe utile che mi inviasse il fax prima della fine della settimana.

Come avrete notato, quindi, attraverso la comunicazione paraverbale, pronunciando la stessa frase è possibile produrre accentuazioni sostanzialmente diverse – sul piano del significato e dell’intenzione – a secondo delle varianti prese in considerazione.

Analizziamo ora gli aspetti di tono, volume e ritmo.

Ci sono persone che parlano rapidamente ed altre che parlano lentamente.

Chi parla velocemente tende a pensare che i parlatori lenti siano esitanti, troppo riflessivi. Dal canto loro, i parlatori lenti non riescono a reggere il torrente in piena di chi parla velocemente.

E’ prioritario sapere dove siamo collocati noi promotori.

Ancora più importante è saper adattare il nostro ritmo a quello dell’interlocutore.

Farlo è un modo per creare immediata empatia, anche con uno sconosciuto.

Noterete inoltre che, di solito, cambiando ritmo, se si è creata sintonia il cliente tenderà a seguirci. Se l’operazione non dovesse avere successo, tornate al ritmo originale e riprovate.

Continuando l’analisi, riflettiamo su come si utilizzano volume e tono per indurre determinati stati emotivi, e non solo.

Provate, anche in questo caso, ad adeguarvi inizialmente al volume ed al tono usati dal vostro interlocutore e poi provate a guidarlo verso quelli più utili.

Continueremo a parlare di Pnl e comunicazione paraverbale nel prossimo post…

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