Continuiamo il post di ieri sulla programmazione neuro linguistica e i segnali subliminali

Ma esistono anche dei segnali che di per sé non hanno una connotazione positiva o negativa, in quanto esprimono semplicemente una tensione emozionale: schiarirsi la voce, giocherellare con la penna, grattarsi il naso indicano che ciò che si sta facendo o dicendo innesca nell’individuo un’emozione. Ciò non significa che le sensazioni provocate siano positive o negative: l’osservatore dovrà semplicemente “annotare” mentalmente questi “scarichi tensionali” per avere la possibilità, poi, di analizzare la loro natura. In questo modo sarà più semplice avvicinarsi alla “mappa” dell’interlocutore per entrare in sintonia con lui e rendere la vostra comunicazione efficace.

Quanto analizzato sino ad ora può servirvi come “indicatore” di certi stati emozionali. Ricordate, però, che ogni vostra percezione od interpretazione rischia di essere condizionata dalla vostra mappa. Pertanto, concedete sempre il beneficio del dubbio a tutto ciò che osservate e decodificate e siate sempre disposti a rimettere in discussione il risultato delle vostre interpretazioni!

I TRE LIVELLI DELLA COMUNICAZIONE ׃ VERBALE, PARAVERBALE, NON VERBALE

Quando comunichiamo dobbiamo sempre ricordare che ciò che diciamo, i toni che usiamo ed i gesti che compiamo indicano al nostro interlocutore il nostro grado di coerenza nonché di congruenza. La comunicazione, infatti, supera il significato delle parole espresse: essa è molto più profonda e non è raro trovarsi nella condizione di dare l’impressione – a chi ci sta di fronte – di pensare esattamente il contrario di ciò che stiamo manifestando in quel momento.

Quando si verifica ciò potremmo non raggiungere gli obiettivi che ci siamo preposti. Immaginate, per esempio, di incontrare per la prima volta un potenziale cliente per convincerlo ad affidarvi un progetto formativo: cosa fate? Probabilmente gli stringerete la mano, lo inviterete a sedersi per poi esporgli le caratteristiche principali del servizio da voi offerto. Sicuramente cercherete di essere convincenti, tenterete di trasmettergli il vostro entusiasmo, la vostra convinzione che ciò che state proponendo è quanto di meglio il mercato possa offrire. Ce l’avete messa tutta, ma alla fine il cliente decide di non affidare a voi l’incarico: l’obiettivo non è stato raggiunto. Da cosa dipende tutto ciò, vi chiederete? Avete utilizzato il linguaggio nella maniera adatta, avete descritto le clausole dettagliatamente, non avete tralasciato assolutamente nulla: siete convinti di esservi espressi nella maniera ottimale. Probabilmente, però, la vostra comunicazione non è stata, comunque, efficace, in quanto non avete preso in considerazione tutti elementi che possono aiutarvi a dare un’immagine di coerenza con ciò che esprimete.

Continueremo nel post di domani sulla programmazione neuro linguistica e i 3 livelli della comunicazione

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