Continuiamo il post di ieri “programmazione neuro linguistica. Continua…

In questo caso il foglio bianco (R. E.) pur avendo una propria “collocazione” nel mondo verrà interpretato in maniera differente in funzione dei filtri, delle credenze e delle esperienze personali.

Ognuno di noi, in definitiva, avrà una Rappresentazione Interna (R. I.) di una stessa realtà.
Anche il linguaggio, attraverso il quale entriamo in contatto con gli altri individui, è soggetto allo stesso processo.
Parole quali amore, libertà, lavoro non possiedono un’accezione universale. Provate infatti a chiedere cosa significhi la parola “libertà” ad un bambino, ad un operaio o ad un condannato a morte: è possibile che le definizioni coincidano oppure è ipotizzabile che ognuno di questi tre individui conferisca a questo concetto un valore assolutamente personale…?
Ognuno di noi, quindi, in virtù delle proprie credenze, delle proprie tradizioni, della propria maniera di vivere la vita (Rappresentazione Interna) si fa un’idea del mondo (Realtà Esterna) e la trasmette al proprio interlocutore mediante il linguaggio (Rappresentazione Linguistica).
L’interlocutore, a sua volta, interpreterà la nostra visione della R.E. in funzione della sua personale maniera di percepire il mondo, ossia in funzione della propria R. I.

Ma perché succede tutto ciò?
Partiamo dal presupposto che non è possibile cogliere tutte le informazioni ed i messaggi che provengono dalla realtà circostante. Ciò che percepiamo non è unico né assoluto!
Le informazioni che provengono dalla R.E., infatti, sono infinite ed è pertanto impossibile immaginare che esse vengano percepite nella loro completezza. E’ stato dimostrato, infatti, che ogni individuo riesce a recepire consciamente 7+/-2 pezzi d’informazione alla volta: in altre parole, ogni volta che vediamo un’immagine, che cogliamo un messaggio, che ascoltiamo una musica la nostra parte cosciente ci consente di “scegliere” da un minimo di 5 fino ad un massimo di 9 pezzi di informazioni inerenti l’oggetto della nostra percezione.
Ad esempio, le prime volte che avete provato a guidare un’automobile cos’è successo? Dovevate prestare la massima attenzione a tutte quelle azioni che dovevate eseguire in sequenza: avrete indossato la cintura di sicurezza e, dopo aver regolato lo specchietto retrovisore, avrete girato la chiave d’accensione, premuto la frizione, innescato la marcia ed infine premuto l’acceleratore per iniziare a guidare.
Cosa sarebbe successo se un vostro amico, al vostro fianco, avesse iniziato a parlarvi, distraendovi da ciò che stavate facendo?

Continueremo l’argomento programmazione neuro linguistica nei prossimi post…

4 Responses to “PNL. LE RAPPRESENTAZIONI”

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