Continuiamo a parlare di microespressioni facciali.

Le ricerche di Paul Ekman hanno portato alla luce affascinanti scoperte su come le emozioni sono testimoniate nel volto e talvolta generate nel volto, producendo in esso delle microespressioni.  Volgiamo oggi lo sguardo sulle microespressioni facciali che testimoniano l’emozione della felicità Essa è probabilmente l’emozione più facile da riconoscere sul volto del nostro interlocutore. Merita comunque di essere approfondita per non incorrere in errore. Proviamo a pensare alla felice sensazione quando sul nostro volto s’illumina un bel sorriso e proviamo questa genuina emozione che noi tutti sappiamo avere grandissimi poteri terapeutici. La cosa importante da ricordare è che la nostra società ci insegna diverse regole di manifestazione anche per quel che riguarda l’espressione di questo particolare sentimento. Anche la felicità può infatti essere volontariamente mascherata o al contrario, forzatamente simulata.

Esempi classici sono il ridere alla fine di una barzelletta per nulla divertente raccontata da un nostro caro amico (o che semplicemente già conoscevamo) o mostrare compiacimento davanti ad un regalo che proprio non ci piace per non ferire i sentimenti della nostra cara zietta.

O ancora possiamo mascherare la nostra felicità quando proviamo soddisfazione per una notizia che ci informa, ad esempio, di una promozione sul lavoro ma sappiamo di non poter esternare i nostri sentimenti per non ferire quelli di chi non è stato altrettanto fortunato e che si trovano attorno a noi…gli esempi sono tanti.

Anche la felicità può mescolarsi con altre emozioni come rabbia, paura, disgusto e più frequentemente con la sorpresa ed è per questo che è fondamentale saperne riconoscere la mimica. Analizziamo la mimica della felicità:

Innanzitutto bisogna ricordare che la microespressione della felicità si esprime soprattutto con gli occhi e  nella parte inferiore del viso.

- gli angoli della bocca sono tirati indietro e sollevati;

- la bocca può essere chiusa o aperta, scoprendo eventualmente i denti;

- una ruga (la piega rino-labiale) scende dal naso fino agli angoli della bocca;

- le guance sono sollevate;

- la palpebra inferiore presenta rughe sottostanti e può essere sollevata ma non tesa;

- negli angoli esterni degli occhi appaiono le cosiddette “zampe di gallina”.

Quest’ultimo punto è quello che classicamente differenzia il cosiddetto sorriso “Duchennedal sorriso sociale.

Ritorneremo a parlare di microespressioni facciali.

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