Archive for November, 2010

Continuiamo l’argomento trattato nel post precedente PNL i segnali d’accesso.

I segnali d‘accesso sono uno dei metodi più efficaci per conoscere. Infatti rappresentano il modo in cui i cinque sensi si interfacciano alla realtà nel momento in cui immagazzinano le informazioni che verranno raccolte dalla nostra memoria. Ogni accesso alle informazioni presenti nella nostra memoria è rappresentato da un diverso movimento dei bulbi oculari.

Andiamo a vedere quali sono i segnali d’accesso:

1) VISIVO RICORDATO (VR): movimento in alto a sinistra. Stiamo accedendo all’emisfero destro del nostro cervello, stiamo richiamando delle informazione che abbiamo realmente visto.

2) VISIVO COSTRUITO (VC): movimento in alto a destra. Stiamo accedendo all’emisfero sinistro del cervello, stiamo ricostruendo le immagini.

3) AUDITIVO RICORDATO (AR): movimento orizzontale a sinistra. Stiamo accedendo all’emisfero desto del cervello, stiamo richiamando suoni effettivamente uditi.

4) AUDITIVO COSTRUITO (AC): movimento orizzontale a destra. Stiamo accedendo all’emisfero sinistro del cervello, stiamo costruendo o immaginando suoni.

5) CINESTESICO (K): movimento in basso a destra. Stiamo richiamando sensazioni cinestesiche.

6) DIALOGO INTERNO (DI): movimento in basso a sinistra. E’ in atto un vero e proprio dialogo interiore, stiamo dialogando con noi stessi.

Il legame tra i movimenti dei bulbi oculari e i canali comunicativi è stato provato da diversi esperimenti. Dal punto di vista scientifico tale meccanismo è basato sulla stimolazione continua dei due emisferi data da un continuo aumento dell’attività neurale.

Se vuoi saperne di più sulla programmazione neuro linguistica e sul linguaggio del corpo visita il sito www.formazionepersonale.it e richiedi informazioni sul semiario di PNL per poter approfondire questi argomenti.

Continuiamo il post di ieri “Pnl. Il linguaggio paraverbale” e iniziamo a parlare del linguaggio non verbale

Noterete, a questo punto, come l’adeguamento trasmetta all’interlocutore la vostra “partecipazione emotiva” e come, di conseguenza, egli sia disposto a lasciarsi guidare più volentieri.

Facciamo un esempio:

- Cliente: “Non sono d’accordo e basta!” (tono e volume alti, ritmo veloce)

- Voi: “Posso capire che abbia le sue ragioni! (stesso paraverbale). Potrebbe essere utile capire come risolvere la questione (tono e volume più bassi, ritmo più lento) in modo da trovare la soluzione per lei migliore (tono e volume calmi, ritmo lento)”.

- Cliente: (ora molto più calmo) “Bene, cosa mi proporrebbe?”

Provate! Se non riesce, ritornate indietro e ritentate: il successo arriverà!

La comunicazione non verbale

Oltre a prestare attenzione al linguaggio utilizzato nonché al vostro ed altrui paraverbale è di fondamentale importanza considerare il livello di comunicazione non verbale che corrisponde ai gesti, espressione, prossemica, ecc.

Considerate che nella comunicazione la maggior valenza è data dal non verbale (55%) in quanto i messaggi del corpo, che spesso vengono trasmessi del tutto inconsapevolmente, sono individuabili e delineano con decisione il livello di congruenza tra ciò che asserite e ciò che in realtà pensate.

Provate a verificare quanto possa cambiare la vostra maniera di comunicare a secondo della posizione che assumete e vi renderete conto l’importanza di un’efficace gestione del non verbale.

Ad esempio, se durante la spiegazione del programma di un corso doveste sottolinearne la convenienza, utilizzando i termini più appropriati ed il tono e volume della voce più confacenti, ma la vostra postura esprimesse tutto il contrario di ciò che state affermando (magari perché il vostro sguardo, i vostri silenzi, la vostra postura denotano una mancanza di sicurezza) come pensate che potrebbe reagire il potenziale corsista?

Credete che riuscirebbe a convincersi della bontà del servizio da voi offerto?

Oppure ritenete che possa iniziare a nutrire dei dubbi in merito alla vostra trasparenza e sincerità?

Provate adesso ad immaginare la stessa gestione del cliente con un atteggiamento, però, differente: guardate l’interlocutore dritto negli occhi e sottolineate le parole con gesti decisi.

Non è assicurato che riusciate a convincerlo a partecipare al corso; è certo, però, che la vostra postura, e soprattutto la congruenza tra ciò che dite e come lo dite non lasceranno spazio per alcun dubbio inerente alla vostra preparazione, motivazione, professionalità!

Il riferimento al verbale, paraverbale e non verbale sarà molto utile quando analizzeremo come instaurare la sintonia tra noi ed i nostro interlocutori, dato che saranno proprio questi tre livelli a rappresentare il punto di partenza per creare un rapporto che ci consentirà di trasmettere esattamente nella maniera desiderata i nostri messaggi!

Continueremo a parlare di PNL e comunicazione nei prossimi post…

Continuiamo a parlare di PNL in quanto scienza cognitiva (vedi la pnl è una scienza? )

La PNL studia i principi organizzativi del comportamento e della comunicazione.

Il nome deriva dalla sintesi di tre concetti:

Programmazione: conoscere e utilizzare programmi comunicativi per raggiungere gli obiettivi.

Neuro: l’esperienza viene filtrata attraverso i cinque sensi dal nostro sistema nervoso.

Linguistica: con il linguaggio verbale e non verbale diamo significato alle rappresentazioni che vengono filtrate dai processi neurologici.

Con la programmazione neuro linguistica siamo in grado di capire i processi mentali dell’esperienza soggettiva attraverso lo studio delle procedure e dei metodi con cui le realtà viene percepita e tradotta in rappresentazione e trasformata in comportamento. I nostri cinque sensi raccolgono le informazioni dall’esterno che vengono filtrate dal sistema nervoso centrale, passando da processi di generalizzazione, distorsione e cancellazione sulla base dei propri valori e credenze.

Una volta che le informazioni vengono immagazzinate vengono organizzate e tradotte in esperienze soggettive, che in base alla propria rappresentazione del mondo  determinano i nostri comportamenti. Studiando questo processo possiamo stabilire come avviene l’apprendimento della realtà e cosa ogni persona percepisce dall’esterno.

La PNL quindi ci consente di capire in che modo le informazioni acquisite dai nostri cinque sensi vengono organizzate e gestite e le strategie che vengono utilizzate.

Durante l’esecuzione dei meta programmi inconsci ognuno crea una sequenza che contiene le diverse rappresentazioni che definiscono le strategie e i processi mentali manifestando dei comportamenti secondari: i “segnali d’accesso”.

Se effettuiamo un processo a ritroso possiamo risalire al tipo di informazione immagazzinata dai nostri cinque sensi attraverso i canali comunicativi ( auditivo, visivo cinestesic vedi come comunicare con empatia?).

Con l’analisi e lo studio dei meccanismi che vengono messi in atto in fase di costruzione della rappresentazione della realtà possiamo arrivare a comprendere quali schemi di gestione della memoria vengono creati. Una volta conosciuta tale sequenza e la logica che viene seguita è possibile ricalcare la procedura per accedere alle informazioni memorizzate e riportarle dallo stato inconscio ad un livello conscio.

E’ proprio questo uno dei compiti della PNL: accedere a quelle risorse che stanno nell’inconscio e dove la mante conscia non riesce ad arrivare.

Continueremo a trattare l’argomento nel prossimo  post con i segnali d’accesso.

Continuiamo il post precedente “Pnl. La comunicazione verbale“…

La nostra comunicazione, come già asserito in precedenza, si articola a più livelli, in quanto oltre al contenuto delle nostre affermazioni è necessario prestare attenzione anche al paraverbale, ossia a tutti quei segnali che vengono emessi dai nostri organi di senso e che poi vengono inconsciamente decodificati dai nostri interlocutori al fine di attribuire significato alle nostre parole.

Imparare ad usare il paraverbale in maniera efficace agevolerà ulteriormente il raggiungimento degli obiettivi.

Le tre fondamentali variabili del paraverbale sono:

· TONO

· VOLUME

· RITMO

Un’ulteriore variabile da considerare è l’accento che decidiamo di porre su ciascuna parola che pronunciamo.

Prendiamo ad esempio una frase come “Sarebbe utile che mi inviasse il fax prima della fine della settimana”. L’importanza dei vari elementi di questo messaggio può essere modificato in molti modi, ponendo l’accento su parole diverse.

· Sarebbe utile che mi inviasse il fax prima della fine della settimana;

· Sarebbe utile che mi inviasse il fax prima della fine della settimana;

· Sarebbe utile che mi inviasse il fax prima della fine della settimana;

· Sarebbe utile che mi inviasse il fax prima della fine della settimana.

Come avrete notato, quindi, attraverso la comunicazione paraverbale, pronunciando la stessa frase è possibile produrre accentuazioni sostanzialmente diverse – sul piano del significato e dell’intenzione – a secondo delle varianti prese in considerazione.

Analizziamo ora gli aspetti di tono, volume e ritmo.

Ci sono persone che parlano rapidamente ed altre che parlano lentamente.

Chi parla velocemente tende a pensare che i parlatori lenti siano esitanti, troppo riflessivi. Dal canto loro, i parlatori lenti non riescono a reggere il torrente in piena di chi parla velocemente.

E’ prioritario sapere dove siamo collocati noi promotori.

Ancora più importante è saper adattare il nostro ritmo a quello dell’interlocutore.

Farlo è un modo per creare immediata empatia, anche con uno sconosciuto.

Noterete inoltre che, di solito, cambiando ritmo, se si è creata sintonia il cliente tenderà a seguirci. Se l’operazione non dovesse avere successo, tornate al ritmo originale e riprovate.

Continuando l’analisi, riflettiamo su come si utilizzano volume e tono per indurre determinati stati emotivi, e non solo.

Provate, anche in questo caso, ad adeguarvi inizialmente al volume ed al tono usati dal vostro interlocutore e poi provate a guidarlo verso quelli più utili.

Continueremo a parlare di Pnl e comunicazione paraverbale nel prossimo post…

Richiedi informazioni sul seminario Ciao PNL

Come riconoscere un’espressione facciale come la Rabbia prima che sfoci in un’azione aggressiva ?

Nel video che ti riportiamo potrai apprezzare in maniera molto evidente cosa accade nel volto di una persona che sta per agire sotto effetto della rabbia.

Una volta osservato tutti i particolari, descrivi in maniera dettagliata cosa accade nelle 3 parti del volto.

  1. SOPRACCIGLIA / FRONTE
  2. OCCHI / PALPEBRE
  3. BOCCA

Noterai che quando vengono verificate queste 3 condizioni,

siamo certi di poter concludere che si tratta di Rabbia vera e propria senza alcun dubbio.

Riporta nello spazio riservato ai commenti, qui sulla destra, le tue considerazioni in merito al video appena visionato.

A breve pubblicheremo il post contenente la descrizione esatta di quanto ti stiamo richiedendo.

Buon lavoro

Per informazioni o iscrizioni all’apposito seminario

clicca qui

Possiamo definire la Programmazione Neuro Linguistica (PNL) come una delle frontiere più avanzate nell’ambito delle terapie cognitive e comportamentali come disciplina immediata ed efficace. Il concetto di empatia, di rapport, la creazione di modelli comportamentali, l’analisi dei processi comunicativi consci e inconsci fanno in modo che la PNL  sia uno degli strumenti più adatti per studiare i sistemi e  i metodi di apprendimento e di definizione dell’esperienza individuale (vedi PNL le rappresentazioni).

Richard Bandler e John Grinder hanno codificato questa disciplina che è fondamentalmente pratica, una sintesi completa ed efficace tra cibernetica, psicologia, teoria di sistemi e struttura della comunicazione.

La PNL si occupa di descrivere il modo di operare del comportamento umano e il metodo soggettivo sviluppato e utilizzato per conoscere il mondo circostante. Si pone come un insieme di tecniche cognitive e comportamentali, con alla base un concetto teorico ben definito, cioè la ricalcabilità dei processi naturali e la loro riproducibilità.

Spesso la PNL, così come la psicologia e tutte le discipline cognitive, vengono definite come “non—scienza”, secondo il modello galileiano basato su osservazione, descrizione, riproducibilità, ma ha assunto nel tempo un proprio metodo operativo.

La verifica di tipo psicologico è basata su diverse prove dalle quali è difficile trarre delle generalizzazioni, infatti sull’uomo non possiamo fare esperimenti secondo il modello galileiano, e proprio per questo motivo lo studio basato sull’analisi dell’esperienza soggettiva, come teorizzato dalla PNL, diventa fondamentale (vedi PNL il metamodello).

La PNL comunque si muove basandosi su un metodo che richiama un atteggiamento di tipo scientifico ossia il suo metodo è si basa su una serie di tecniche e criteri che scaturiscono da una serie di osservazioni e di raccolta di dati.

La PNL ha creato un modo di osservare le cose incentrato sul concetto di funzionalità, ha rinnovato le basi dell’apprendere rimettendo in gioco l’osservazione dei fenomeni comportamentali.

Possiamo dire che la grande innovazione della Programmazione Neuro Linguistica sia la capacità di creare nuovi schemi mentali e metodi nuovi, del resto questo è ciò che sta alla base dell’evoluzione stessa.

Continueremo a trattare questo argomento nei prossimi post.