Continuiamo il post di ieri “microespressioni facciali. La rabbia“.

Oggi però, tra le 6 emozioni universali individuate da Paul Ekman, rivolgiamo ora la nostra attenzione alla paura. Tutti noi conosciamo quelli che sono gli avvenimenti che possono far scaturire in noi quello stato d’animo che identifichiamo come “paura”. Bisogna però ricordare che non esistono eventi universalmente riconosciuti come paurosi. L’esempio classico utilizzato dalla psicologia è quello della vista di un orso mentre attraversiamo un bosco. Siamo certi che il turista che si troverà di fronte all’animale mentre è intento nel fotografare le bellezze del paesaggio rimarrà terrorizzato dalla vista del nostro orso e metterà in atto un comportamento di “freezing” oppure se la darà a gambe per allontanarsi dal pericolo. Diversa sarà la reazione del cacciatore che è nei boschi per una battuta di caccia. Quando quest’ultimo si troverà faccia a faccia con l’animale è molto probabile che proverà eccitazione e non paura.

Questo esempio ci fa capire come mai non è detto che tutte le persone debbano reagire alla stessa maniera davanti ad un medesimo evento…la parola magica è sempre “contestualizzare” prima di arrivare ad una conclusione. Analizziamo la mimica della Paura

- le sopracciglia sono sollevate e ravvicinate

- le rughe della fronte sono al centro (nella sorpresa attraversano tutta la fronte)

- la palpebra superiore è sollevata, scoprendo la sclerotica, quella inferiore è contratta e sollevata

- la bocca è aperta e le labbra sono leggermente tese o stirate all’indietro.

Anche la paura come la sorpresa passa in maniera graduale da un espressione di lieve apprensione ad una di terrore estremo. Ad indicarlo sono le zone del viso in cui si manifesta. Infatti la paura si può presentare in solo 2 zone del viso e non nella terza, dando vita ad una mimica incompleta che è comunque espressione dello stato d’animo interno. Paura e sorpresa sono spesso confuse tra loro per via dei movimenti che coinvolgono sopracciglia e palpebre, che ad un occhio inesperto possono sembrare molto simili. Le sopracciglia della sorpresa sono inarcate e distanti tra di loro. Quelle della paura sono sempre sollevate, ma tendono ad avvicinarsi (spostandosi verso il centro) e a rimanere più dritte. Per quel che riguarda le palpebre bisogna prestare attenzione invece alla tensione della palpebra inferiore (sempre nella paura). In generale, nell’espressione di paura c’è più tensione nel viso, anche per quello che riguarda le labbra.

Paul Ekman nel libro “Giù la Maschera” mostra tutte le mimiche delle diverse emozioni e offre la possibilità di esercitarsi nel riconoscimento delle stesse seguendo i consigli dell’autore.

Continueremo l’argomento microespressioni facciali nel post di domani in cui parleremo della felicità… Richiedi informazioni sul corso di microespressioni facciali!

2 Responses to “MICROESPRESSIONI FACCIALI. LA PAURA”

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