Il post di oggi si intitola “microesoressioni facciali. La rabbia”…

Stiamo per volgere la nostra attenzione ad un’emozione pericolosa ed affascinante. Paul Ekman ritiene questa l’emozione più pericolosa. Quando ci arrabbiamo infatti corriamo il rischio di far del male in maniera volontaria a qualcuno. Chiunque sperimenta questo sentimento di tanto in tanto. Chiaramente ci sono diversi modi per manifestarla e non tutti passano per l’aggressione fisica. Il motivo per cui ci si arrabbia più di frequente? Sicuramente quando ci sentiamo frustrati. Quando percepiamo qualcuno, o qualcosa, come ostacolo al raggiungimento del nostro obiettivo. Più diventiamo consapevoli che chi ci ostacola lo fa in maniera malevola e consapevole, più il sentimento di avversione cresce. Di certo la società ci insegna sin da piccoli le regole di espressione di questa emozione. La rabbia è uno dei sentimenti più repressi e da qui ne deriva anche la sua pericolosità. Covare un risentimento e non trovare una maniera, la più genuina possibile, per affrontare la situazione frustrante, può portare a conseguenze anche gravi.

Analizziamo la mimica della rabbia:

La prima precisazione da fare sulla mimica di questa microespressione è che la rabbia si manifesta su tutte e tre le zone del viso. Le mimiche incomplete possono portale facilmente a conclusioni errate, in questa emozione più che nelle altre.

Nella rabbia:

- le sopracciglia sono abbassate e ravvicinate

- tra le sopracciglia compaiono rughe verticali

- la palpebra inferiore è tesa ma non per forza sollevata

- la palpebra superiore è tesa e spesso abbassata per via dell’azione delle sopracciglia

- lo sguardo è fisso e gli occhi possono apparire sporgenti

- le labbra posso assumere 2 conformazioni di base: fortemente serrate con gli angoli dritti oppure leggermente abbassati; aperte e tese, fortemente squadrate come nel “grido”

- le narici possono essere dilatate ma questo non è un segno di distinzione della rabbia: può apparire infatti anche nella tristezza

Possiamo aiutarci nell’individuazione della rabbia leggendo il resto del linguaggio del corpo che di solito comunicherà tensione nella postura e in tutta una serie di gesti come ad esempio lo stringere un pugno o la postura eretta e rigida.

Torneremo a parlare di microespressioni facciali nel prossimo post, in particolar modo ci soffermeremo sulla paura…

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