Continuiamo il post precedente che parla di “PNL e metamodello“…

Avevamo visto la causa/effetto…

Tutte le restanti categorie vengono dopo…è chiaro che
questa classificazione è la migliore da utilizzare quando
vuoi metamodellare. Ops l’ho fatto di nuovo ho
presupposto e cancellato…come vedi impercettibile;-)

Durante un corso di PNL si dovrebbero spiegare bene
questi concetti e si dovrebbe fare in modo che i trainer
non restino attaccati alle vecchie concezioni…altrimenti
si cade continuamente nel vecchio paradigma pissi-cologico.
Della serie: “visto che lo ha detto Freud è vero!”…brrrr;-)

Un altro aspetto importante in questo è la concezione
comportamentista del metamodello. Ai suoi albori la PNL
nasceva per contrasto ad un modello comporatmentista

stimolo-risposta.

Infatti fu proprio Chomsky a dare una botta devastante

al comportamentismo prima dell’avvento del congintivismo.
Secondo il comportamentismo le parole sono “stimoli”
che fanno scattare delle “risposte associative”…e delle
“rappresentazioni interne”…punto e basta!

Il linguaggio tuttavia non opera esclusivamente in modo associativo
e rappresentativo…ma opera anche costruendo “cornici di
significato”, “categorie”, nuovi contesti.

Questo significa che le parole non solo fanno nascere in
noi associazioni e rappresentazioni, ma ne creano di nuove,
come nuove strutture sovra-ordinate che daranno in futuro
una direzione alle nostre associazioni e rappresentazioni.

Questo è il motivo per cui ci è utile tenere a mente il
metamodello per livelli logici. Andando ad indagare
la struttura sovra-elevata, non solo è più facile dare
un senso alla frase, ma siamo in grado di modificare
associazioni e rappresentazioni dal pannello
di controllo…dalla meta cornice
di riferimento.

Torneremo presto a parlare di PNL e metamodello

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