Continuiamo il post di ieri”Pnl e il metamodello. Parte 3

Attraverso questo modello e in base alle moderne scoperte
sulla linguistica posso tranquillamente affermare che il
Metamodello non è un modello linguistico
(non è solo quello) ma un modello logico!

Riprendiamo l’esempio precedente più una piccola aggiunta:
“prima di comprendere questi concetti rileggi i vecchi articoli
questo ti farà capire molte cose” da che cosa puoi partire per
analizzare questa frase? partiamo dalle cancellazioni?
oppure dalle nominalizzazioni?

Partire da una di queste categorie è inutile…anzi è spesso
controproducente a meno che nella frase, una di queste
categorie non evidenzi pesantemente un limite.

Ecco il modello di Lankton…più tardi ripreso da Bandler

(infatti dice che è suo;-):

1° PRESUPPOSIZIONI

2° DISTORSIONI

Equivalenza complessa

Causa/effetto

Nominalizzazione

3° GENERALIZZAZIONI

Performative perdute

Operatori modali

Quantificatori universali

4° CANCELLAZIONI

Indici referenziali non specificati

Verbi non specificati

Cancellazioni comparative

cancellazioni semplici


Adesso prendi la frase precedente e, seguendo questo
schema inizia a metamodellarla…

- Che cosa presuppone? “che comprenderai i concetti e che
ci sono dei vecchi articoli e che questi ti faranno
capire molte cose”.

Già l’esame delle presupposizioni inizia a rendere
molto più chiaro l’obiettivo della frase.

- Vediamo la Causa/effetto: “leggere gli articoli…
ti farà capire molte cose”. Anche questo ha un significato
importante quando vogliamo capire il che cosa ci sta
dicendo questa frase.

Continueremo a parlare di metamodello nel post di domani… (vedi PNL e il metamodello)

One Response to “PNL E IL METAMODELLO. PARTE 4”

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