Continuiamo il post di ieri il metamodello – pnl -

Il secondo segreto, ancora meno preso in esame, è che,
scavare sino a quella che noi pensiamo essere la Struttura
Profonda, non è necessario (otlre ad essere teoricamente
impossibile). Infatti la maggior parte delle problematiche
si generano ad un meta-livello.

Andare al di sotto di questo meta-livello non è utile…anzi s
e conosci la sistemica sai che sono sempre i livelli superiori
a controllare la “direzione” di quelli inferiori.

Da queste condiderazioni nasceranno gli Slaight of Mouth
di R. Dilts e i Meta-stati di M. Hall…e molto altro.

Facciamo un passo indietro nella storia del Metamodello.
Nel 1980 esce un libro di S. Lankton “Magia Pratica” il
quale mette a disposizione dei terapeuti le
metodologie della PNL.

Lankton è stato uno degli studenti di M. Erickson…è stato
anche uno fra i pochi a stare a contatto con
il “maestro” per molto tempo.

Lankton divide il metamodello in livelli logici. Sino a quel
momento era stato suddiviso sulla base, prima dei processi
di modellamento: generalizzazione, cancellazione e distorsione
e poi in base alla difficoltà…quindi dalla categoria più
semplice a quella più difficile e viceversa.

Infatti il metamodello contiene delle categorie più semplici da
identificare, come la cancellazione (“mi hanno ferito” è semplice
capire che manca qualcosa) e la generalizzazione (“tutti mi odiano)
…sino alla più difficile distorsione…

(“prima di comprendere questi concetti rileggi i vecchi
articoli”…è difficile andare a cercare tutte le
presupposizioni presenti in questa frase).

Continueremo a parlare del metamodello nel prossimo post… (vedi PNL e il metamodello)

2 Responses to “PNL IL METAMODELLO. PARTE 3”

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