Continuiamo il post di ieri “Pnl. Il metamodello“…

Il primo segreto che voglio svelarti è questo:
il metamodello non va all’infinito!

Come saprai le domande del Metamodello servono per fare luce
sulla struttura profonda del parlante. Leggendo la “struttura
della magia” puoi notare che le contestazioni
(challenge – sfida) non hanno una fine.

Pochi sanno che Chomsky, il creatore della Grammatica
Trasformazionale (quindi della maggior parte dei concetti
del metamodello) ha abbandonato il concetto di SP
già negli anni 80.

Non solo, la sua GT è stata completamente soppiantata da
impianti teorici come la linguistica cognitiva e la
semantica generativa

Negli anni R. Dilts, uno dei più prolifici studiosi di PNL,
ha notato che “è impossibile estrarre tutte le informazioni” e
anzi in certi contesti è assolutamente controproducente.

Questo concetto purtroppo non è così conosciuto…vedo
Spesso schiere di studenti di PNL che vanno in giro
a farsi gli affari degli altri ;-)

Il metamodello usato alla cieca porta al litigio…questo
è assolutamente assicurato…provaci, vai da un tuo amico
e chiedigli: ” ciao come stai?”… e da lì in poi metamodella
tutto quello che dice…entro 30 minuti ti odierà ;-)

Dilts afferma che il Metamodello deve servire a “prendere
una persona in cattive acque e portarla in un posto migliore!”.
Quindi per utilizzare al meglio il metamodello la prima cosa
che bisogna avere è un obiettivo chiaro.

Sembra una banalità agli occhi di un esperto, ma in realtà non
avere un obiettivo può generare dei grossi danni…si perchè
il metamodello è davvero potente…sia in positivo che
in negativo. Sta a te decidere come usarlo se farai un corso di PNL

Continua nel prossimo post… (vedi PNL il metamodello)

One Response to “IL METAMODELLO – PNL. CONTINUA…”

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