Continuiamo il post precedente “incomprensioni. I sistemi rappresentazionali“.

Oltre a scene del genere, i cui litigi possono suscitare ilarità, ci sono casi in cui il non capirsi può generare conseguenze più forti, ad esempio giudicare il nostro interlocutore in modo poco carini.. Facciamo degli esempi. Una persona prevalentemente visiva sta per comunicare  o confidare qualcosa di molto importante ad un interlocutore prevalentemente auditivo. Nella comunicazione a tu per tu, il visivo guarderà il suo interlocutore negli occhi, come se l’informazione da trasmettere dovesse raggiungere gli occhi stessi della persona davanti.

L’auditivo, invece, nella comunicazione prediligerà le orecchie, come parte del corpo più importante in quel momento, poiché finalizzata all’ascolto. Il nostro interlocutore auditivo, ruoterà il viso, in modo da porgere il suo orecchio stesso a colui che s’accinge a parlare. Porgerà l’orecchio con la buona intenzione di facilitare l’ascolto, e mostrare al suo amico quella parte del corpo che in quel momento è, secondo lui fondamentale.

Il visivo, invece vedrà una scena nella quale il suo interlocutore gli distoglie lo sguardo dagli occhi, e che addirittura ruota la faccia.  Molto probabilmente l’uno giudicherà l’altro come un menefreghista che non vuole ascoltare, mentre il secondo giudicherà il primo come una persona che non capisce la sua buona disposizione all’ascolto. Scena molto simile nella conversazione tra una persona estremamente visiva ed una estremamente cinestesica. Il visivo guarderà negli occhi, e si vedrà abbandonato dall’interlocutore cinestesico, che per ascoltare e dialogare ha bisogno di connettersi con le proprie emozioni, quindi abbasserà lo sguardo, rivolgendolo al cuore.

Possiamo facilmente rilevare, come incomprensioni del genere non siano affatto irrisolvibili. Il solo conoscere queste dinamiche, sostituisce il primo passo per mettersi nei panni dell’altro, per facilitare la nostra comunicazione, e migliorare così, la qualità della vita.

Presto torneremo a parlare delle “incomprensioni e sistemi rappresentazionali”…

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