Continuiamo il post di ieri “immaginazione e percezione” riprendendo dall’ultimo paragrafo.

V) In base alla forma, le immagini sono visive, uditive, olfattive, gustative, tattili, termiche, dolorifiche e organiche. Nel bambino e nel fanciullo prevalgono quelle visive. Col progredire del pensiero prendono forma le immagini verbali-uditive (ad es. parole d’amore sussurrate all’orecchio difficilmente si scordano).

VI) In base alla natura, le immagini sono:

  • consecutive (ad es. se fissiamo intensamente un oggetto di colore rosso vivo e poi volgiamo lo sguardo su uno sfondo bianco, rivediamo ancora l’oggetto ma colorato di verde, perché il colore rosso rimasto fisso per un certo tempo nella retina, a contatto col bianco si mescola col colore complementare)
  • Eidetiche (ad es. i cosiddetti casi di “memoria fotografica”: vi sono persone che continuano a vedere chiaramente l’oggetto anche quando esso è stato tolto. Pico della Mirandola era un eidetico visivo perché gli bastava leggere un libro una volta per saperlo ripetere; Mozart era un eidetico uditivo).
  • Mnemoniche (queste immagini riproducono l’esperienza del passato, anche a distanza di molti anni, ma mai in modo completamente fedele).
  • Fantastiche (con la fantasia l’immaginazione si libera quasi completamente della realtà e diventa creativo: “quasi”, perché essa si avvale sempre delle immagini mnemoniche, che pur trasforma a proprio piacere).

VII) Naturalmente ogni immagine richiamata alla mente è sempre una nuova immagine, in quanto viene a rivivere in una situazione differente (ad es. l’immagine di una persona a cui si vuole bene è molto diversa dall’immagine di quella stessa persona a cui, per un motivo o per un altro, si è smesso di voler bene. Così per la trama di un romanzo letta a distanza di molti anni).

Il valore della fantasia

VIII) L’immaginazione creativa si svolge in modo conforme ai nostri desideri, sentimenti, interessi, tendenze ecc. Un cieco-nato non potrà mai essere un pittore, né un nato-sordo un musicista. D’altra parte appartiene alla comune esperienza (anche di un cieco-nato) fare progetti, azzardare previsioni, anticipare delle situazioni, ecc. Ciò significa che la fantasia investe la vita psichica di ogni persona. Si tratta di un lavorìo a volte cosciente, a volte no.

IX) L’attività fantastica è una valvola di sicurezza al dinamismo interiore, un processo di liberazione dalle più profonde aspirazioni (ciò ad es. si verifica nel fantasticare che precede il sonno e nello stesso sogno). L’immaginazione creativa costruisce ideali e rinforza le speranze, elimina i timori, ma può anche far sognare ad occhi aperti, cioè astrarre dalla realtà, portando ad una deformazione delle cose (nel senso dell’eccessivo ottimismo o del radicale pessimismo).

X) E’ nel campo dell’arte che la fantasia domina incontrastata: sia nelle arti plastiche (pittura, scultura e architettura) che in poesia, letteratura e soprattutto musica. Nelle costruzioni logiche dei filosofi e nelle ricerche degli scienziati, la fantasia si trasforma in ipotesi, teorie, interpretazioni, analogie… (ad es. Newton ha collegato la caduta di una mela dall’albero col movimento dei pianeti). Ogni conquista scientifica, scoperta o invenzione, è sempre il frutto di un’ardita ipotesi costruita dall’immagine creativa e confermata dall’esperienza.

Riprenderemo l’argomento “immaginazione e percezione” molto presto…

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