Vediamo oggi cosa sono le microespressioni facciali e il linguaggio del corpo.

Dalle pupille dilatate alla bocca serrata: impercettibili espressioni facciali rivelano quanto siamo sinceri.

I bugiardi sono avvertiti: per quanto una persona sia brava a mentire e a dissimulare le sue vere emozioni, il suo viso finirà sempre per tradirla, lanciando agli interlocutori segnali inequivocabili. Lo sostiene Stephen Porter, un ricercatore della Dalhousie University (ad Halifax). Lo studioso canadese ha infatti dimostrato che, indipendentemente dalle emozioni che stiamo cercando di simulare o dissimulare, il nostro volto tende a manifestare inconsciamente le cosiddette micro-espressioni, cioè espressioni facciali di breve durata che rivelano i nostri veri sentimenti.

Tutto cominciò 126 anni fa, quando Darwin notò che le espressioni facciali vengono determinate dall’azione di molti muscoli diversi, i quali in alcuni casi non possono essere controllati consciamente; successivamente lo psicologo USA Paul Ekman diede inizio allo studio pionieristico delle espressioni facciali e delle micro-espressioni. Per quanto riguarda la ricerca di Porter essa ha preso in esame alcuni studenti, ai quali sono state mostrate immagini di molti tipi (raccapriccianti, paurose, gioiose e così via) ed è stato chiesto nel contempo di simulare emozioni diverse (paura, disgusto, felicità), collegate o meno con le foto in questione.

Lo scienziato ha così scoperto che, contrariamente a quanto affermava Ekman, le microespressioni possono durare quasi un secondo, cioè un intervallo di tempo sufficiente per consentire a un occhio opportunamente allenato di percepirle. A ciò bisogna aggiungere che, quando stiamo simulando una certa emozione, azioniamo muscoli che non attiveremmo se l’espressione in questione fosse sincera, e viceversa.

Vediamo dunque (a prescindere dalle micro-espressioni) alcuni dettagli del viso che bisogna osservare per scoprire se chi ci sta di fronte sta mentendo. Innanzitutto osserviamo la fronte: essa è la sede di alcuni muscoli espressivi che sono molto difficili da controllare volontariamente; quando proviamo una tristezza reale tendiamo a corrugare la pelle nell’area centrale e a sollevare gli angoli interni delle sopracciglia, e poiché pochi riescono a fare ciò di proposito, possiamo essere certi che l’emozione espressa è sincera. Se il nostro interlocutore sta stringendo le labbra (altro movimento difficile da controllare) cioè un segnale del fatto che sta soffocando un accesso di rabbia. Quando proviamo un’emozione forte (paura o rabbia) tendiamo automaticamente a dilatare le pupille e a sbattere le palpebre un po’ più velocemente.

Continueremo il post sulle “microespressioni” domani…

4 Responses to “MICROESPRESSIONI. COSA SONO?”

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