Parliamo di comunicazione.

Apparentemente niente è più semplice del comunicare. Noi tutti comunichiamo. Basta un cenno per capire se è sì o è no. Siamo nati immersi nella comunicazione. Il significato di una parola della nostra lingua ci è chiaro ed evidente. Ma siamo così dentro ai nostri atti comunicativi che non ci chiediamo come possa funzionare la macchina della comunicazione. Diamo un significato ad una frase o a un gesto e siamo sicuri che l’altro lo capirà.

Potremmo immaginare che i significati siano come pietre di varia grandezza che scegliamo a seconda delle parti di casa che vogliamo costruire. E siamo sicuri che la casa reggerà pur senza essere né architetti né ingegneri. Siccome però siamo filosofi, non possiamo non chiederci, a proposito del significato, che cosa esso sia. Che cosa è il significato? Il significato se ne sta come un tesoro chiuso dentro una caverna ad aspettare che la comunicazione successivamente lo scopra e lo comunichi? Esiste, in altre parole, un luogo ideale in cui si trovano i significati prima della loro comunicazione. Può esistere una tale isola del tesoro? Se tutto ciò esistesse, per la verità, nessuna nave potrebbe mai raggiungerla. Se esistesse sarebbe veramente un’isola tristissima, mille volte peggiore di quella che toccò in sorte a Robinson Crusoe. Infatti un’isola è raggiungibile dalle navi perché é toccata dal mare, navigando il quale, le navi raggiungono tutte le isole. Ma se diciamo che prima vengono i significati da comunicare e poi la comunicazione dei significati, allora è come se avessimo messo la nostra isola del tesoro, cioè il significato che dobbiamo comunicare, fuori del mare. Abbiamo reso la nostra isola irraggiungibile. Ma in realtà basta riflettere sulla parola significato per capire che, se significa, ha già un senso e che quindi è già parte di una comunicazione.

Per comunicare dobbiamo già essere dentro la comunicazione. Chi comunica è parte di una comunicazione.

Come potremmo comunicare una qualsiasi cosa se non l’avessimo già comunicata mille volte e, prima di noi, coloro che ci hanno preceduto? Sorge a questo punto una domanda:

può esistere un momento zero della comunicazione, qualcosa come un inizio che ha preceduto ogni comunicazione? Oppure la possibilità di comunicare deve precedere ogni possibile comunicazione?

Quante domande, vero??

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3 Responses to “COMUNICAZIONE. COS’E'?”

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