Continuiamo i l post di ieri “Cicerone e la memoria“…

Altro elemento fondamentale, come vedremo tra breve parlando del P.A.V., è da ricercare nelle associazioni per assurdo: se noi associamo parti di discorsi a oggetti disposti in modo classico (per esempio un letto in una camera da letto con sopra il cuscino la coperta il lenzuolo e il pigiama) rischiamo di tralasciare particolari che sicuramente non ci sfuggiranno se riusciremo a visualizzare una stanza costruita per assurdo. In effetti se vedessimo il cuscino sul lampadario saremmo sicuramente più colpiti, al punto di ricordarlo meglio e associargli la parte relativa memorizzata.

Il maggior inconveniente a cui la tecnica dei loci riesce a porre il rimedio è il superamento della barriera mentale che ognuno di noi affronta quando deve immagazzinare una grande quantità di dati: per ricordarli tutti è sufficiente costruire un percorso all’interno della struttura visiva che ci siamo costruiti e percorrerla, fermandosi a ogni stazione (oggetto) stabilito per ricordare le informazioni a esse associate, in altre parole il lavoro di Cicerone. In questo modo se anche si saltasse una tappa del percorso sarà più facile passare alla tappa/oggetto successiva evitando l’interruzione della nostra esposizione e rendendo meno evidente il nostro momentaneo vuoto mentale, con possibilità inoltre di recupero in un secondo momento. In un processo mnemonico classico questo non avverrebbe in quanto si ricorderebbero tutte le tappe in sequenza, a cascata come si suole dire, e la mancanza anche solo di un tassello molto facilmente farebbe cadere tutti i successivi. Parlando invece di psicologia è curioso notare che mediante tale metodo di memorizzazione si fanno lavorare in simbiosi e contemporaneamente i due emisferi cerebrali: infatti l’associazione visiva avviene mediante l’applicazione della fantasia seppur non necessariamente gli oggetti cui associamo le parti da ricordare non devono per forza essere inesistenti; i locali immaginari all’interno dei quali disponiamo gli oggetti invece devono essere necessariamente logici, precisi, razionali e regolarmente ordinati per consentire i passaggi da oggetto a oggetto, da discorso a discorso.

Presto torneremo a parlare nuovamente delle tecniche di memoria e Cicerone

One Response to “CICERONE E LA MEMORIA. I LOCI”

  • [...] Studiare velocemente… è possibile? E quali sono le strategie che ci permettono di farlo in maniera ecologica, produttiva ed efficiente? Possiamo dire che le tecniche di memoria hanno fondamenti storici, infatti sono state utilizzate, e in un certo senso ideate da personaggi di grande rilevanza storica come Cicerone, Pico della Mirandola, Giordano Bruno ecc… La storia ci racconta che Cicerone fosse in grado di ricordare a memoria interi discorsi lunghissimi. Cicerone utilizzava come ancore per tenere a mente le parole chiave dei suoi discorsi le immagini (vedi Cicerone e la memoria. I loci). [...]

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