Parliamo oggi della memoria emotiva. La mente umana è decisamente affascinante!!

Qualsiasi suono o immagine che è in grado di scatenare una reazione emotiva, senza che il soggetto ne abbia consapevolezza, viene trasferito alla memoria emotiva. Tale reazione comporta delle modificazioni neurofisiologiche, quali la variazione del ritmo cardiaco o del respiro, pallore, rossore, sudorazione. Tali stati vengono registrati nel talamo che è connesso al nucleo dell’amigdala a sua volta collegata con l’ipotalamo e quindi con la regolazione endocrina e neurovegetativa. L’amigdala è a sua volta bidirezionalmente relata all’ippocampo. Pertanto un determinato evento verrà memorizzato, secondo le modalità suddette, anche con la sua colorazione emotiva, assumendo un valore soggettivo.

C’è un forte collegamento tra le emozioni e ricordo.

Il ricordo viene immagazzinato nelle diverse aree che sono state eccitate simultaneamente, così che questo possa essere evocato nel suo insieme da qualsiasi particolare purché facente parte della scena memorizzata: il profumo dei gelsomini, una canzone è in grado così di riportarci a ricordare un evento passato della nostra vita.

Dalla nostra memoria emotiva è dipesa la nostra sopravvivenza di specie: è quella che ci permette le reazioni istintive di fronte al pericolo, che ci comanda di ritirare la mano di fronte al fuoco ancor prima di esserci resi conto che ci stiamo scottando. Al contempo queste aree cerebrali sono coinvolte nell’elaborazione degli avvenimenti esterni, per cui ogni stimolo è vissuto soggettivamente secondo l’esperienza precedentemente memorizzata. Così un bambino cresciuto in situazioni rassicuranti, di fronte a situazioni potenzialmente pericolose reagisce elevando il suo livello di attenzione al fine di processare gli stimoli sensoriali e vagliare se esiste una condizione di sicurezza. Al contrario un bambino vissuto in condizioni meno fortunate è condizionato ad aspettarsi con certezza il pericolo.

Una differenza sottile che crea qualità di vita lontani anni luce. Siamo alle basi neurobiologiche dello stile di attaccamento. Da qui possiamo tentare di comprendere come un trauma possa condizionare il comportamento futuro di un individuo.

Continueremo a parlare di memoria emotiva e dell’importanza dell’emisfero destro prossimamente…

3 Responses to “MEMORIA EMOTIVA. COS’E'?”

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