Oggi voglio parlare di Leonardo da Vinci e dei corpi dei geni.

Che idea vi siete fatti del corpo di un genio?

Siete cresciuti anche voi, come me, con lo stereotipo di un secchione cervellotico, ossuto e “quattr’occhi”?

Moltissimi incredibilmente associano l’intelligenza acuta alla debolezza fisica. Con poche eccezioni, i grandi geni della storia erano dotati di grandi energie e capacità fisiche, e nessuno tanto quanto Leonardo da Vinci.

In lui virtù fisiche straordinarie si integravano con i pregi intellettuali e artistici. Leonardo ebbe molto da dire sulle mnemotecniche e la loro storia, spiegando tante cose sul memorizzare velocemente e il ruolo della creatività, parlando anche della mappa mentale.

Il Vasari ne magnifica “la bellezza del corpo, non lodata mai a bastanza” e “la grazia più che infinita in qualunque sua azzione”. Tra i cittadini di Firenze Leonardo era rinomato per il portamento, l’eleganza, le doti atletiche. Leonardo da Vinci era un cavaliere abilissimo, e la sua forza era leggendaria: i testimoni raccontano che fermava i cavalli al galoppo veloce afferrandone le redini e piegava i ferri di cavallo e i batacchi delle porte a mani nude!

“Egli con le forze sue riteneva ogni violenta furia” scrive il Vasari “e con la destra torceva un ferro di una campanella di muraglia et un ferro di cavallo, come s’e’ fusse piombo”, e ancora: “La forza in lui fu molta e congiunta con la destrezza”.

Molti studiosi hanno supposto che la passione di Leonardo per l’anatomia derivasse dalla consapevolezza del suo fisico eccezionale. In Leonardo da Vinci, the Anatomist, Kenneth Keele lo definisce “una mutazione genetica unica” e fa notare che “il suo approccio all’anatomia del corpo umano fu influenzato in maniera significativa dalle sue notevoli doti fisiche”. Camminare, cavalcare, nuotare e tirare di scherma erano tra gli esercizi fisici regolari preferiti dal maestro.

Continueremo l’argomento “Leonardo da Vinci e la corporalità” nel prossimo post…

2 Responses to “LEONARDO DA VINCI E LA CORPORALITA’”

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